Il Decreto Bondi sull’equo compenso di copia privata (adottato nel 2009) è incompatibile con la legislazione europea: sono le conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’UE nella causa tra i produttori da una parte (Nokia Italia, Hewlett-Packard Italiana, Telecom Italia, Samsung Electronics Italia, Dell, Fastweb, Sony Mobile Communications e Wind Telecomunicazioni) e SIAE e Ministero per i Beni Culturali dall’altra. Accolte quindi le rimostranze dei produttori che hanno chiesto l’annullamento del Decreto.