TopNews. Cronaca di un giorno di saldi a Roma: gente in fila e cartellini taroccati

Saldi, saldi, saldi e ancora saldi. Da sabato 7 luglio sono partiti in tutta Italia gli sconti estivi e, da shopping addicted quale sono, di buon mattino mi sono avventurata tra i negozi del centro di Roma a caccia di qualche occasione da non perdere.

La prima sorpresa che ricevo è che non sono da sola, anzi: ad andarsene in giro sotto il sole e con un caldo che stordirebbe anche un beduino, siamo in tanti. La gente passeggia, guarda le vetrine e…entra nei negozi. Qui inizia la vera scommessa: troverò davvero qualcosa per cui valga la pena essere venuta in centro invece di andare al mare? La risposta arriva presto ed è un neanche tanto clamoroso “Si e No”.

Preventivamente avevo fatto un giretto nelle settimane prima dei saldi e avevo puntato dei capi niente male. La buona notizia è stata che sabato 7 luglio erano ancora (quasi) tutti disponibili ma avevano la percentuale di sconto più bassa: un misero 20% o nel migliore dei casi, 30%.

I migliori ribassi? Li ho trovati su pezzi che non avevo mai visto da aprile a fine giugno ma che dimoravano nei ricordi di estati passate (a volte anche molto passate). In pratica, anche quest’anno i saldi sono stati una buona occasione per i negozi per provare a svuotare i magazzini. Ci riusciranno? Da una parte lo spero (almeno non ritroveremo ancora la solita maglia anche l’anno prossimo).

Vale la pena ricordare però che, secondo quanto previsto dall’art.15 del D.Lgs n. 114 del 1998, le vendite di fine stagione “riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo. Quindi non gli avanzi delle altre stagioni che sono già per loro natura “deprezzati”.

Vado avanti con la mia missione “affari d’oro- edizione estate 2018” e mi tocca constare un’altra grave, anzi gravissima, infrazione: nello store di un noto brand di abbigliamento low cost, adocchio un abito che avevo acquistato in primavera, naturalmente a prezzo intero. Costo: intorno ai 50 euro, almeno così ricordavo. Mi avvicino per vedere quanto avrei risparmiato se avessi avuto la pazienza di aspettare fino ai saldi e scopro una brutta verità: il vestito era scontato al 50%.  Caspita, sarebbe stato un affarone.

Qualcosa non torna però. In corrispondenza del prezzo iniziale è stato apposto un adesivo. Sollevo lo sticker e scopro la beffa: il costo è stato maggiorato. Se la percentuale del 50% fosse stata applicata al prezzo iniziale (49,99 euro), l’abito sarebbe costato 24,99 e non 29,99.

Un po’ arrabbiata vado via da qual negozio che è sempre stato nella Top10 delle mie tappe di acquisti, se non altro perché ha dei prezzi accessibile per le mie tasche.

Devo dare atto però che è stato l’unico negozio, dei circa 10 che ho visitato, nel quale ho riscontrato questa pratica per nulla corretta nei confronti del consumatore. A titolo di esempio, in un’altra grande catena di abbigliamento low cost spagnola il prezzo iniziale era scoperto e la percentuale di sconto con il relativo prezzo finale ben chiare all’acquirente.

A cosa prestare attenzione quando si acquista in saldo? Un’utile guida viene dalla Guardia di Finanza, che ricorda come “la riduzione dei prezzi non comporta una diminuzione di diritti di chi compra”.

Ricordiamoci quindi che la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. 

Per quanto riguarda i pagamenti, le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.Se si rifiutano di permettere il pagamento con la carta o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato, sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta.

Alla fine la mia mattinata tra le vetrine si è conclusa con una tre buste appese ai polsi: avrei potuto fare di meglio se gli sconti fossero stati migliori.

@ELeoparco

 

 

Notizia pubblicata il 09/07/2018 ore 17.47

 

Un commento a “TopNews. Cronaca di un giorno di saldi a Roma: gente in fila e cartellini taroccati”

  1. Jack Brig ha detto:

    Fate i nomi dei negozi, così continueranno a FARLO

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