Acquisti, Eurispes: italiani attenti a costo e qualità

Costo (46,5%) e qualità (44,4%). Sono questi i due fattori che influenzano le scelte di acquisto dei consumatori. E’ quanto emerge dall’indagine  sulle abitudini di acquisto degli italiani, con particolare attenzione ai consumi intelligentirealizzata da Eurispes e Focus in collaborazione con Dacia dalla quale emerge che la marca è un fattore determinante negli acquisti solo nel 3,3% dei casi. In particolare, se tra i consumatori con un’età compresa tra 18 e i 29 anni c’è una maggiore attenzione al prezzo, per gli adulti tra i 45 ed i 64 anni invece conta soprattutto la qualità (50,8%) rispetto al costo (38,5%). Per gli over65 è più importante la facile reperibilità dei prodotti (per il 13,2% è il fattore determinante), la qualità (40,5%) e la marca (8,3%); anche se uno su tre si fa influenzare soprattutto dal costo di un prodotto.

Il 77,3% degli intervistati (la ricerca si è svolta su un campione di 2696 persone) si informa sulle caratteristiche del prodotto prima di acquistarlo mentre poco meno della metà, il 48,8%, si fa influenzare dal giudizio di altri consumatori. Diffusa anche l’abitudine di mettere a confronto prodotti di diverse marche: quasi la metà (49%) lo fa spesso, il 27,1% sempre; il 20,7% qualche volta e solo il 3,2% mai. A conferma della forte attenzione verso il costo e la qualità dei prodotti, i risultati indicano che oltre la metà del campione (53,1%) valuta sempre, al momento dell’acquisto, il rapporto tra qualità e prezzo; il 34,9% lo fa spesso, il 9,7% qualche volta, solo il 2,2% mai. Fedeltà alla marca e ai prodotti e sperimentazione di nuovi prodotti sono atteggiamenti diffusi: il 58,1% degli intervistati evidenzia una certa fedeltà ma il 52,2% non disdegna le novità.

A conferma dell’impatto della crisi economica sui consumi, il 70,7% degli intervistati ha modificato i propri comportamenti d’acquisto rispetto al passato. Oltre ad una maggiore oculatezza dettata dalla difficile congiuntura economica, influisce su questa tendenza anche una mutata consapevolezza dei consumatori e la possiblità, offerta soprattutto dalle nuove tecnologie, di informarsi, confrontare le caratteristiche del prodotto o del servizio e avere feed da chi ha già provato un determinato bene.

Solo il 4% dei consumatori di fronte ad offerte speciali e sconti tende ad acquistare di più indipendentemente dalle proprie necessità, anche se il 34,2% si lascia influenzare abbastanza. D’altra parte, il 44,1% degli tende ad acquistare poco e il 17,7% per niente in questo modo. La qualità del servizio fornito al consumatore dopo l’acquisto di un prodotto può influire sulla propensione all’acquisto diventando, così, un aspetto di grande rilievo: per il 55,3% degli italiani raggiunti dall’indagine è abbastanza rilevante, per il 26,3% è addirittura molto importante, mentre è poco significativo per il 16,9% e per niente considerevole solo per l’1,5%.

Tra le forme di “consumo intelligente”, quella maggiormente sperimentata è il prestito di libri in biblioteca (74,9%), seguito dal taxi condiviso (24,6%), il book crossing (18,4%) e il bike sharing (14,2%); il car sharing, il car pooling e lo scambio di case per vacanze risultano essere le meno utilizzate, tanto che rispettivamente solo il 9,7%, il 9% e il 6,2% del campione dichiarano di aver usufruito di tali forme di consumo.

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