Antitrust, Consumatori sostengono l’Autorità contro il rischio perdita di potere

La concorrenza è fondamentale per uscire dalla crisi in cui ci troviamo poiché è il motore della crescita e senza crescita non andiamo da nessuna parte. Ma l’Italia deve superare i suoi storici corporativismi e le sue miopie politiche a favore di un quadro di regole certe e rispettate da tutti. E’ stato in sintesi questo il messaggio forte che ha voluto lanciare oggi al Parlamento (e al Paese intero) il Presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella in occasione della presentazione della sua prima relazione. E le Associazioni dei consumatori accolgono con soddisfazione le parole di Pitrruzzella, sostenendo da sempre il lavoro dell’Autorità.

“Esprimiamo la nostra più viva soddisfazione in merito alla prima uscita del Presidente dell’Antitrust Giovanni Petruzzella che, nella sua relazione annuale, ha colto le problematiche da affrontare per migliorare un mercato come quello italiano, ancora oggi attraversato da poca chiarezza, poca trasparenza e poca competitività – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Ci sarebbe invece bisogno di maggiori poteri dell’Autorità preposta alla vigilanza del mercato, corredati anche di maggiori possibilità sanzionatorie. Nel nostro Paese registriamo una tendenza ad indebolire questa azione importante, cercando di sottrarre all’Antitrust, anche attraverso sentenze del Consiglio di Stato, poteri di intervento in vari ambiti economici. Abbiamo già contestato questa impostazione e chiesto specifici interventi normativi da parte del Governo per impedire tali iniziative – ribadiscono i Presidenti – Ma ancora di più abbiamo denunciato alla stessa Comunità Europea, sia al livello politico che istituzionale, tentativi in atto in quella direzione chiedendo precisi interventi, anche sanzionatori, qualora venissero messi in atto. Trefiletti e Lannutti sottolineano ancora che “il ruolo rivestito dall’Antitrust è di fondamentale importanza, anche alla luce del quadro di grave crisi economica che il Paese sta attraversando. Il rischio è che, in tale congiuntura negativa, i comportamenti vessatori delle imprese possano trovare terreno fertile in caso di debilitazione della funzione importante rivestita dall’Antitrust”.

Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori commenta il passaggio della relazione Antitrust sull’e-commerce, precisando che “lo shopping online non è ancora all’altezza delle aspettative dei consumatori” per questo Dona “condivide le parole del Presidente Pitruzzella che ha ricordato come acquistare sul web, oltre ad essere stimolo per la crescita, può essere anche fonte di insidie per i consumatori”. “Ci lusinga, inoltre, che il Presidente dell’Antitrust abbia voluto citare il caso di Italia Programmi, denunciato proprio dall’Unione Nazionale Consumatori, fenomeno truffaldino che ha coinvolto oltre 25.000 cittadini“. Anche Dona fa poi un riferimento al “rischio derivante per la tutela dei consumatori da quanto stabilito nella recente adunanza plenaria del Consiglio di Stato, che ha affrontato il tema dei confini  tra l’operato dell’Antitrust e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni”. “A nostro avviso – aggiunge l’avvocato Dona – oggi non è auspicabile che la tutela dei consumatori sia frammentata, anche per l’influenza che alcune lobby potrebbero più facilmente realizzare (e penso allo strapotere degli operatori delle telecomunicazioni negli ambiti di competenza Agcom). Ribadiamo il sostegno della nostra organizzazione al Collegio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, auspicando che l’Autorità sappia confermarsi collante del mercato e presidio principe della tutela dei consumatori e degli utenti”.

Il Presidente del Movimento Consumatori Lorenzo Miozzi torna sul tema delle liberalizzazioni: “Le liberalizzazioni attuate finora sono state insufficienti e di certo non in grado di garantire un’apertura alla concorrenza tale da favorire la crescita del Paese. Dice bene il presidente Pitruzzella  – dichiara Miozzi – quando afferma che tanti tappi bloccano ancora la nostra economia. Esempi tra tutti la concorrenza ancora insufficiente nel trasporto ferroviario o la riforma dell’ordine degli avvocati che rischia preoccupanti passi indietro. La chiamerei ‘la sindrome del gambero’, questa tendenza tutta italiana di cercare di ritornare sempre alle vecchie regole che privilegiano lobby e monopoli e chiudono in una morsa i mercati. Nel periodo di profonda crisi che sta attraversando il Paese – conclude Miozzi – non possiamo permetterci di stare fermi, mentre l’Europa esige coerenza, modernità e nuove prospettive di sviluppo”.

Da Adiconsum arriva piena condivisione alla “necessità di promuovere la concorrenza, quale strumento per combattere la crisi, rilanciando una politica di liberalizzazioni, di apertura dei mercati, di investimenti in infrastrutture”. “Fondamentale anche in funzione preventiva – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – il ruolo sanzionatorio dell’Antitrust come dimostrano i provvedimenti presi in tema di intese, abusi di posizione dominante, concentrazioni, certamente utili per una maggiore apertura dei mercati, ma anche contro le pratiche commerciali scorrette: dalla garanzia legale ai comportamenti di alcune compagnie aeree, all’e-commerce, con la vicenda di  Italiaprogrammi.net. Riguardo alla proposta di educazione del consumatore, riconosciuto dall’Antitrust, quale vero motore dell’economia – continua Giordano – Adiconsum ritiene che possa essere attuata una forte collaborazione tra Associazioni dei consumatori e Antitrust. Il richiamo al rafforzamento della legalità e all’indipendenza che, nel rispetto dei poteri dello Stato, deve avere l’Autorità garante della concorrenza e del mercato – conclude Pietro Giordano – sono capisaldi anche delle Associazioni dei consumatori, per cui Adiconsum non mancherà di dare il proprio appoggio e collaborazione all’attività dell’Antitrust anche nel rispetto del richiamo conclusivo del presidente Pitruzzella all’Enciclica “Caritas in veritate” dove si afferma che “mercato non è e non deve perciò diventare di per sè il luogo della sopraffazione del più forte sul debole”.

Dal Segretario del PD Pierluigi Bersani arriva un monito a fare di più sulle liberalizzazioni, soprattutto sui consumi obbligati come i farmaci, i parafarmaci, la benzina, la telefonia, “che fanno un pezzo delle pensioni o dei salari degli italiani”.

Secondo l’Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane la presa di posizione di Bersani è “una risposta chiara a chi come il Ministro della Salute Renato Balduzzi in questi mesi, dopo la battuta di arresto del Governo di dicembre sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, ha intrapreso la via di voler chiudere l’esperienza delle parafarmacie e con esse la possibilità di offrire reali vantaggi ai cittadini. A questo disegno le parafarmacie si opporranno in tutti i modi possibili – scrivono le Parafarmacie in una nota – Al segretario del PD Bersani il popolo delle parafarmacie rinnova la stima e l’appoggio per l’azione politica, sentimenti che sapremo manifestare con convinzione nei prossimi mesi”.  

 

 

 

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