TopNews. Antitrust: sospesi siti che vendevano con “Buy and Share”

L’Autorità ha adottato quattro provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti operatori che svolgono attività di vendita on line di apparecchiature elettroniche utilizzando la modalità  del “Buy and Share”. Tale meccanismo di vendita prevede che i consumatori sono invitati ad acquistare i beni ad un prezzo particolarmente scontato e poi, per ottenere il bene prescelto, devono impegnarsi affinché altri consumatori, almeno 2/3, effettuino un analogo acquisto, aderendo ad una specifica lista.

Le indagini effettuate, con la collaborazione del Nucleo Antitrust della Guardia di Finanza, hanno evidenziato che gli operatori in questione utilizzano la prima fase di promozione per acquisire credito attraverso un rapido scorrimento delle liste e la conseguente consegna dei beni prenotati. Solo dopo che un numero rilevante di soggetti aderisce versando l’importo iniziale, lo scorrimento della lista rallenta progressivamente fino ad arrestarsi e, a questo punto, viene impedito ai consumatori di uscire dal sistema e di essere rimborsati di quanto originariamente versato. 

L’Autorità ha ritenuto che tali sistemi di vendita siano in grado di attrarre un numero sempre crescente di acquisti – in realtà mere prenotazioni – e possano funzionare solo in caso di una loro continua e rapida espansione, condizioni del tutto particolari e aleatorie che ne evidenziano la natura gravemente scorretta, in grado di ingannare un numero crescente di consumatori e condizionare indebitamente coloro che vi hanno aderito.

Tali evidenze hanno giustificato l’intervento cautelare con il quale è stato ordinato agli operatori di sospendere ogni attività diretta all’utilizzo della modalità di vendita subordinata alla successiva adesione di altri consumatori, nonché alla vendita di prodotti presentati come disponibili ma che in realtà non risultano pronti per la consegna.

Destinatari dell’intervento cautelare  sono le società Zuami S.r.l.s. (sito: zuami.it.), Gladiatori Roma s.r.l.s. (sito: listapro.it.), Shop Buy S.r.l.s. (sito shopbuy.it) e Ibalo S.r.l.s (sito: ibalo.it).

Il metodo di vendita “Buy and Share” è da tempo sotto osservazione da parte delle associazioni dei consumatori.

“Siamo lieti che l’Antitrust abbia adottato provvedimenti su alcuni operatori che utilizzano tale meccanismo di vendita, ma crediamo che l’intero sistema “Buy and Share” debba essere vietato in Italia, perché non garantisce adeguate tutele ai consumatori”, spiega il presidente di Codacons, Carlo Rienzi. “Non è possibile infatti condizionare la conclusione del contratto vendita alla partecipazione di altri acquirenti, rendendo di fatto il consumatore un procacciatore di clienti: in tal modo si crea una distorsione del mercato dell’e-commerce con conseguenze negative per gli utenti i quali, in numerosi casi, hanno versato somme di denaro senza ottenere né il bene prescelto, né il rimborso di quanto pagato”.

Crediamo che tali forme di compravendita debbano essere del tutto vietate in Italia, perché non forniscono adeguate tutele ai consumatori e non garantiscono i diritti basilari degli utenti”, conclude Rienzi.

Per l’Unione Nazionale Consumatori, la decisione dell’Antitrust è un’ottima notizia. “Basta con catene di Sant’Antonio, vendite piramidali, modalità del buy and share”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’UNC.

“Comunque li si chiami, si tratta di sistemi di vendita pericolosi, insidiosi e dannosi, in grado di ingannare molti consumatori, condizionandoli indebitamente”, conclude Dona.

 

Notizia pubblicata il 14/12/2018 ore 17.23

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