Arrivano i saldi. Ma si rischia un flop (o quasi)

Saldi in partenza oggi in Sicilia e Basilicata, mentre nelle grandi città e nella maggior parte delle regioni le vendite scontate di fine stagione partiranno il 5 gennaio. In Molise e in Alto Adige bisognerà aspettare il 7 gennaio, mentre in Valle d’Aosta i saldi partiranno il 10 gennaio. Le previsioni per le vendite in saldo non sono rosee, dopo la contrazione dei consumi natalizi. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2012, spenderà 403 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento e accessori, per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro pari al 18% del fatturato annuo del settore. ”La crisi economica e una stagione autunnale caratterizzata da un clima mite – ha detto Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio – non hanno di certo favorito le vendite di capi d’abbigliamento della collezione autunno/inverno. E anche a dicembre abbiamo dovuto fare i conti con un Natale all’insegna del risparmio e di molta prudenza negli acquisti”.

Fismo-Confesercenti si attende una leggera flessione delle vendite, in coerenza con l’intera situazione sociale ed economica, con consumatori divisi fra chi cerca l’affare e chi aspetterà tempi più rosei. Afferma Roberto Manzoni, presidente di Fismo-Confesercenti: “Per sapere come saranno i saldi basta guardare alla famiglia media che ha visto aumentare le spese fisse per al gestione familiare del 6%-7%, perdendo contemporaneamente un altro 6%-7% in potere d’acquisto. I saldi sono lo specchio dell’economia del Paese, e per questo ci aspettiamo una flessione: una flessione non drammatica, ma in linea con la situazione dell’Italia”.

Non sono positive le previsioni delle associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef, “dopo il forte calo dei consumi nelle festività natalizie, le stime relative all’andamento dei saldi non lasciano sperare nulla di buono”. Secondo le prime indagini condotte dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, emerge infatti che, seppure il numero delle famiglie intenzionate a comprare a saldo rimane pressoché invariato rispetto allo scorso anno (circa il 44-45%, pari a 10,8 milioni di famiglie), la spesa sarà decisamente più bassa. La spesa complessiva sarà di circa 2,4 miliardi di euro. Ogni famiglia spenderà in saldo circa 223 euro, il 19% in meno rispetto allo scorso anno quando, sempre in occasione dei saldi invernali, la spesa era stata di circa 277 euro a famiglia.

Per l’Adoc i saldi saranno un vero flop e registreranno un calo di vendite del 30% rispetto allo scorso anno, con una spesa media che non supererà i 90 euro a persona. Spiega il presidente dell’associazione Carlo Pileri: “Stimiamo un calo delle vendite dei saldi pari al 30% rispetto allo scorso anno e una spesa in ribasso del 21%, il budget non supererà i 90 euro a persona. Le vendite di calzature (-25%) e abbigliamento di media-bassa qualità (-35%) saranno un vero e proprio flop, anche l’abbigliamento di alta qualità avrà segno negativo, il calo previsto è del 7%. Solo l’abbigliamento sportivo riesce a contenere i danni, perdendo solo il 2%”. Nel mirino dell’associazione c’è anche la tempistica dei saldi: in altri paesi, come Stati Uniti o Inghilterra, iniziano a ridosso o subito dopo le festività natalizie. “Senza questo ostracismo verso l’inizio anticipato – spiega Pileri – probabilmente gli incassi potrebbero essere superiori a quanto registrato  ed è inspiegabile che i commercianti non vogliono anticipare i saldi ma applicano e incentivano l’assurdo fenomeno delle promozioni prenatalizie”. Tema sottolineato anche da Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum, per il quale “l’anacronismo dei saldi è testimoniato dal comportamento degli stessi commercianti che li anticipano con i pre-saldi inviati via sms e via mail e con le vendite promozionali. E’ tempo di liberalizzare il commercio”.

In occasione dell’avvio dei saldi, il Movimento Difesa del Cittadino apre lo Sportello “Pronto Saldi 2012” che offre consulenza e informazione tramite gli esperti (si può scrivere una email a info@mdc.it oppure chiamare lo 06/4881891). Per l’associazione, “quest’anno, dopo un 2011 di crollo dei consumi, si rischia un clamoroso flop senza precedenti ma potrebbe anche essere una straordinaria occasione per buoni affari per i consumatori e un recupero apprezzabile anche per i commercianti”. Debutta anche la liberalizzazione degli orari, con Roma e Napoli a fare da apripista. Tutti i negozi (compresi grandi magazzini e centri commerciali) potranno restare aperti senza limiti di orario.

Per acquistare in saldo, è bene tenere presente una serie di indicazioni utili. Rilanciamo di seguito i consigli del Movimento Difesa del Cittadino.

CAMBIO DELLA MERCE E DIRITTO DI RECESSO. La possibilità di effettuare il cambio del capo in seguito all’acquisto è a discrezione del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme, perché in tal caso vi è l’obbligo per il venditore di eseguire la riparazione o provvedere alla sostituzione del capo in oggetto o ove non sia possibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Non è assolutamente vero infatti che i capi in saldo non possono essere cambiati, per cui si suggerisce di diffidare da cartelli o messaggi che affermano il contrario. Il diritto di recesso, invece, che è esercitabile normalmente entro 10 giorni dall’acquisto, non ha nulla a che vedere con gli acquisti conclusi all’interno di un esercizio commerciale: riguarda vendite a domicilio, per corrispondenza, a distanza, ecc. Importante conservare sempre lo scontrino per un’eventuale sostituzione in caso di prodotto difettoso entro il termine di due mesi dalla data in cui è stato scoperto il vizio. La garanzia vale per due anni dal momento dell’acquisto, per cui fare attenzione agli scontrini di carta chimica che facilmente sbiadiscono e fotocopiarli per poterli esibire in caso di esigenze particolari. Ancora, se si intende pagare con un prestito personale, fare attenzione perché spesso le offerte pubblicizzate tramite volantini o giornali non includono quasi mai le spese accessorie (es. assicurazioni obbligatorie ed eventuali oneri).

ATTENZIONE AI FINTI SALDI. I capi proposti in saldo possono essere oggetto di notevole deprezzamento se non venduti entro un dato termine. Per evitare di incorrere in un acquisto scontato ma di merce considerata “resto di magazzino” è importante sapere che i veri saldi sono quelli applicati su merce della stagione che sta finendo. Si suggerisce di acquistare principalmente nei negozi di fiducia tenendo presente che se lo sconto supera il 50% c’è il dubbio che si tratti di un capo delle stagioni passate.

CONTROLLARE ETICHETTA E CARTELLINI. La cosa da evitare è l’acquisto di prodotti senza etichetta relativi alla composizione e alla manutenzione necessaria a evitare eventuali danneggiamenti del capo. I cartellini della merce vanno analizzati con attenzione per verificare innanzitutto che vi sia il prezzo di partenza del capo, quello scontato e il valore in percentuale dello sconto applicato e confrontati il prezzo vecchio e quello ribassato eventualmente chiedendo spiegazioni al venditore sulla misura dello sconto praticato.

PUBBLICITA’, VETRINE E MANIFESTI. Fondamentale è diffidare dei negozi che coprono le vetrine con enormi manifesti e non permettono di vedere la merce esposta e che risultano poco chiari. Le asserzioni pubblicitarie devono essere in grado di dimostrare la veridicità delle affermazioni e devono essere esposte attraverso una veste grafica che non inganni il consumatore. Il venditore è tenuto al rispetto di tali obblighi altrimenti incorre nel pagamento di sanzioni che vanno da un minimo di 516,46 euro a un massimo di 3.098,74 euro.

PAGAMENTO CON CARTA DI CREDITO E POS. Il pagamento può essere effettuato con carta di credito e Pos solo se è esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la convenzione.

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