Commercio al dettaglio, Istat: a febbraio vendite +0,1%. AACC: Paese è fermo

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel trimestre dicembre 2018-febbraio 2019 le vendite al dettaglio registrano un contenuto aumento, rispetto ai tre mesi precedenti, dello 0,1% in valore e dello 0,2% in volume. Le vendite di beni alimentari crescono dello 0,1% in valore e diminuiscono dello 0,1% in volume, mentre quelle di beni non alimentari aumentano dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume. Su base annua, le vendite al dettaglio aumentano dello 0,9% in valore e dello 0,3% in volume. Pressoché stazionario il valore delle vendite dei beni alimentari (+0,1%), mentre è in diminuzione il volume (-1,7%). In crescita le vendite dei beni non alimentari sia in valore sia in volume (rispettivamente +1,6% e +2,1%).

Sempre a livello tendenziale, il valore delle vendite al dettaglio registra una diminuzione per la grande distribuzione (-0,1%) e un aumento per le imprese operanti su piccole superfici (+1,6%). In forte crescita il commercio elettronico (+17,5%).

Secondo le associazioni dei consumatori, si tratta di cifre talmente contenute che non lasciano intravedere alcuna ripresa sostanziale dell’economia nazionale.

Il Paese è fermo. Si aumenta dello zero virgola uno, in valore, ma si scende altrettanto in volume. Positivo è il rialzo delle vendite dei piccoli negozi, ma negativo è il calo della grande distribuzione. Insomma, un gioco a somma zero”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo lo studio dell’associazione, se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi del febbraio 2008, i piccoli negozi, nonostante il rialzo annuo registrato dell’1,6%, segnano ancora una perdita delle vendite del 13,9%: -12% per gli alimentari e -14,6% per i non alimentari.

Le vendite totali risultano ancora in territorio negativo, -6,4%, anche se quelle alimentari hanno finalmente recuperato le perdite rispetto ad 11 anni fa, con un incremento del 2,9%.

Insomma, siamo lontani dal “boom economico” annunciato dal Governo e Federconsumatori sottolinea che “è sempre più urgente disporre misure appropriate a sostenere la crescita”. “È il momento di agire con coraggio, decisione e responsabilità, per imprimere una spinta verso la ripresa, di cui il nostro sistema economico non può più fare a meno”, afferma Emilio Viafora, presidente Federconsumatori. Oltre a ciò è indispensabile scongiurare in ogni modo l’aumento dell’IVA dal prossimo anno: si tratterebbe di un peso insostenibile ed impensabile per le famiglie e per l’intera economia.

Per il Codacons, i dati Istat sulle vendite al dettaglio di febbraio dimostrano in modo inequivocabile i cambiamenti radicali nelle abitudini di acquisto degli italiani ed invita il Governo ad abbandonare qualsiasi misura sulle chiusure domenicali dei negozi.

“Il record dell’e-commerce che a febbraio registra una crescita annua del +17,5% è l’ennesima riprova di come i consumatori italiani abbiano modificato le proprie abitudini, dirottando sempre più le spese sul web”, spiega il presidente Carlo Rienzi, “Nemmeno la grande distribuzione riesce a reggere la concorrenza dello shopping online, e a febbraio registra un calo delle vendite che raggiunge il picco del -3,2% per gli ipermercati”.

“Di fronte a questi numeri appare lampante come le chiusure domenicali dei negozi allo studio del Governo non sia la strada giunta per salvare il commercio, e qualsiasi misura in tal senso deve essere abbandonata”, prosegue Rienzi, “Al contrario serve incentivare le vendite attraverso iniziative analoghe al “Black Friday”, con giornate straordinarie di sconti presso gli esercizi commerciali tradizionali”.

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