Commercio online di giochi ed elettronica: Antitrust sanziona GIMA

Antitrust in azione nei confronti delle pratiche scorrette attuate nel commercio online. Questa volta nel mirino dell’Autorità è finita la società GIMA S.r.l.s., attiva nella vendita online di giochi, videogiochi e prodotti informatici in genere, attraverso i siti web tecnomirage.it e esseashop.it, posti ora sotto sequestro preventivo dalla Guardia di Finanza. La società è stata multata per complessivi 100 mila euro.

Tre le pratiche contestate: la diffusione di informazioni non veritiere in merito alla disponibilità ed ai tempi di consegna dei prodotti offerti in vendita; l’opposizione di ostacoli all’esercizio di diritti contrattuali; la diffusione di informazioni non veritiere in merito ai contenuti e alle modalità di esercizio dei diritti contrattuali.

L’ingannevolezza delle informazioni diffuse dal professionista sulla disponibilità dei prodotti e sui tempi di consegna, spiega l’Antitrust, è dimostrata dalla mancata consegna nei termini pattuiti e comunque entro il termine di trenta giorni, secondo quanto previsto dal Codice del Consumo in materia di contratti a distanza. Un primo problema riguarda il limitato periodo di attività della società: “i domini utilizzati per individuare i siti web del professionista – spiega l’Antitrust nell’odierno bollettino – sono stati registrati, rispettivamente, il 9 maggio 2013 (tecnomirage.it) e il 30 luglio 2013 (esseashop.it), mentre GIMA S.r.l.s. è stata posta in liquidazione l’11 ottobre dello stesso anno, da ciò potendosi ragionevolmente desumere che l’attività si sia protratta per circa un semestre”. C’è inoltre un numero considerevole di segnalazioni su operazioni non andate a buon fine e, di fronte alle contestazioni mosse dai consumatori per la mancata consegna dei prodotti, la stessa società “ha più volte ammesso di non avere la materiale disponibilità del prodotto ordinato, ovvero ha indirettamente attestato tale situazione, proponendo la consegna di beni diversi da quelli ordinati. La condotta in questione appare poi tanto più censurabile, ove si consideri che alcuni segnalanti hanno riscontrato la perdurante presenza online dell’indicazione di disponibilità, pur successivamente alle sostanziali smentite della stessa da parte del professionista”.

Molti consumatori hanno incontrato difficoltà a mettersi in contatto col professionista, che ha ostacolato l’esercizio di diritti contrattuali ad esempio per quanto riguarda la restituzione del prezzo pagato per effetto dell’omessa consegna: il riferimento è, in primo luogo, alla mancata corresponsione del rimborso. C’è poi la contestazione di una ulteriore pratica commerciale, in quanto la disciplina sulla garanzia presente nelle Condizioni di vendita non è corretta e manca di trasparenza. Non si capisce, ad esempio, se le informazioni date siano riferite alla garanzia legale o ad una garanzia convenzionale. L’Antitrust rileva, fra l’altro, “l’ingannevolezza della frase che, senza distinguere tra garanzie convenzionali e garanzia legale di conformità, così recita: «per usufruire di queste garanzie estese, il cliente dovrà fare riferimento direttamente al produttore e ai suoi centri di assistenza diretti», così inducendo il consumatore a ritenere che anche per la garanzia di conformità sia necessario rivolgersi al produttore” e non, come invece accade, al venditore. Da qui la decisione di tre sanzioni per un totale di 100 mila euro.

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