Compro Oro, inchiesta Altroconsumo: scarse informazioni e poca trasparenza

Negli ultimi due anni, con la crisi economica, è scoppiato il boom dei negozi Compro Oro. Ci siamo occupati del fenomeno in varie occasioni, denunciando la poca trasparenza dei prezzi e delle operazioni che spesso si nascondono dietro questa attività. Altroconsumo ha condotto un’inchiesta su 50 negozietti di 5 grandi città italiane (Roma, Torino, Milano, Bologna e Napoli). Il quadro che ne emerge è negativo: scarse informazioni e poca trasparenza.

A Torino per lo stesso tipo di bracciale un negozio ha offerto 250 euro; un altro 360 euro con una differenza di ben 110 euro. In realtà il prezzo reale, di mercato, sarebbe stato tra i 330 e i 340 (calcoli basati sul prezzo dell’oro fissato in Borsa). Invece, circa un quarto dei negozi visitati ha offerto meno di 300 euro (a Milano addirittura la metà dei negozi).

Per quanto riguarda trasparenza e informazioni, la situazione è pessima: solo 8 negozi di Torino, uno di Roma e uno di Napoli espongono il cartello con i prezzi di acquisto; la pesatura non sempre viene fatta sotto gli occhi del cliente né viene riferito il prezzo al grammo. Insomma, se non fai domande, la comunicazione del negoziante rischia di limitarsi alla sola dichiarazione del prezzo. Se riguardo alla pesatura del nostro bracciale le differenze sono state minime, la stessa cosa non si può dire dei prezzi. Il consiglio fondamentale è quello di girare più negozi prima di concludere l’affare.

Ecco alcuni consigli per evitare brutte sorprese nei negozi Compro oro.

  • Verifica il peso. Prima di andare in negozio, misura (al grammo) il peso dell’oggetto che vuoi vendere. Eviterai raggiri legati all’uso di bilance truccate.
  • Controlla la quotazione. Verifica che il prezzo dell’oro che ti è stato comunicato sia quello reale della giornata, controllando le quotazioni che trovi su giornali o internet.
  • Confronta le offerte. Non fermarti al primo, ma verifica le offerte girando per più negozi.
  • Fatti pagare in modo trasparente. La normativa antiriciclaggio prevede che, per i pagamenti di importo superiore a mille euro, non si usino contanti, ma assegno o bonifico. In caso di controlli, saresti punito con una multa salata.
  • Chiedi la ricevuta.

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