Compro Oro, Dona (UNC): “Serve regolamentazione adeguata”

I Compro Oro hanno fatto uno sviluppo “col botto” proprio in un periodo di crisi economica, e non è un caso. Sono negozi che spesso compaiono da un giorno all’altro con insegne sgargianti in una via frequentata, all’angolo della strada, e promettono subito contanti in cambio di oro e preziosi. Si tratta di un fenomeno che le associazioni dei consumatori stanno denunciando da tempo – secondo dati Adoc, nell’ultimo anno i Compro Oro sono aumentati del 15%, solo a Roma ci sono circa 250 negozi e se ne contano oltre 5.000 in tutta Italia, e in un anno è aumentato del 20% il numero di consumatori che hanno venduto i propri gioielli presso un Compro Oro. Oggi l’Unione Nazionale Consumatori torna sull’argomento e chiede una regolamentazione più adeguata. Afferma il segretario generale UNC Massimiliano Dona di fronte al proliferare di queste strutture: “E’ necessaria una regolamentazione adeguata nella giungla dei ‘compro-oro’” .

“L’attuale crisi economica – sostiene Dona- ci riporta indietro nel tempo a quando nel quindicesimo secolo i frati francescani istituirono il Monte di Pietà per finanziare le persone in difficoltà in cambio di un pegno. Oggi, chi ha bisogno di liquidità piuttosto che rivolgersi al banco dei pegni preferisce i ‘compro oro’ perché richiedono meno formalità e pagano di più: la mancanza di regole, però – aggiunge Dona – rischia di facilitare gli speculatori che approfittano di uno stato di necessità dei consumatori e garantisce la copertura per eventuali fenomeni criminosi come l’evasione fiscale, la  ricettazione e l’usura. Non è ammissibile che per aprire un’attività commerciale del genere non si prevedano particolari procedure, ma basti la licenza della Questura – conclude – Sarebbe il caso, invece, di istituire un apposito registro degli esercizi commerciali di compravendita di oro e di imporre l’esposizione del listino dei prezzi  per facilitare perlomeno il consumatore nella scelta del negozio più conveniente”.

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