Consumatori, Diritti e Mercato: quanto vale la promozione?

Il reddito disponibile dei consumatori italiani è letteralmente crollato. Ben venga dunque ogni iniziativa per cercare di difenderne il potere d’acquisto. E’ quanto tradizionalmente fa la promozione, che nei periodi di crisi cresce, offrendo occasioni da acquistare a prezzi scontati. Un fenomeno che è talmente diffuso da passare quasi inosservato, una componete permanente dell’ambiente economico in cui viviamo. Quanto vale e quanto contribuisce a difendere il potere d’acquisto dei consumatori? A questa domanda cerca di rispondere Luca Pellegrini in un articolo pubblicato da Consumatori, Diritti e Mercato.

Ad essere presi in considerazione sono i dati sugli ‘effetti’ della promozione su supermercati e ipermercati. “La pressione promozionale, definita come la quota di venduto collegata a qualche forma di promozione, di norma di prezzo, è in costante aumento: nel 2011 è arrivata al 26,4%; nel 2007, ultimo anno prima della “doppia” crisi, era di 4 punti inferiore (dati Nielsen). Se si considerano i soli ipermercati, che più hanno bisogno di creare occasioni di attrazione, la pressione è anche più elevata e ormai un prodotto su tre è venduto in promozione. Contrariamente a quanto si può pensare, comunicare al consumatore tutta questa attività ha un costo elevato” scrive Pellegrini.

Secondo Nielsen, supermercati e ipermercati nel 2011 hanno stampato più di 18.400 edizioni, con in media 22 pagine per edizione (un volume che raccogliesse tutti i volantini del largo consumo del 2011 avrebbe quindi circa 400 mila pagine), che promuovono in media 215 prodotti ciascuno (quindi 4 milioni di prodotti segnalati, spesso gli stessi presentati e ripresentati periodicamente dalle singole insegne). Le tirature sono inoltre elevatissime e si stima che il numero complessivo di “pezzi” prodotti sia attorno ai 12 miliardi:  una grande insegna, che lancia un volantino (con cadenza poco meno che settimanale),  su tutta la sua rete deve raggiungere alcuni milioni di potenziali clienti. Tuttavia, conclude Pellegrini, “la domiciliazione dei volantini è molto imprecisa” ma “qualche novità comincia però ad emergere”.

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