Calo consumi anche nel 2014, allarme Confcommercio

Nessuna previsione di crescita dei consumi per il 2014: secondo l’ufficio studi di Confcommercio ci sarà un calo dello 0,2%. E siamo al terzo anno consecutivo di calo: nel 2012 la flessione è stata del 4,2%, e a fine 2013 sarà del 2,4%. Dati gravissimi. L’allarme è stato lanciato dal direttore Mariano Bella durante il Forum dei Giovani imprenditori, in corso oggi e domani a Venezia, presso il Palazzo Ca’ Corner. Anche le stime sul Pil sono riviste a ribasso: nel 2014 si registrerà un +0,3% invece che +0,5%.

”Contrariamente a quanto affermano autorevoli esponenti politici – ha detto Bella – la recessione non è finita, la sua fine appartiene al novero delle ipotesi e delle speranze. E questo perché non sono state fatte le riforme strutturali necessarie”.

Ad essere più penalizzato è il Sud, che non riuscirà a vedere il segno più sulla crescita neanche l’anno prossimo: il Pil registrerà un calo dello 0,2%, settimo calo consecutivo. Il direttore dell’Ufficio Studi ha puntato il dito soprattutto sull’aumento Iva del primo ottobre scorso, “con il quale ci siamo mangiati il piccolo capitale di fiducia che si era andato formando nei mesi precedenti”. L’inflazione, infine, è vista in crescita dell’1,4% quest’anno e dell’1,8% nel 2014.

Drammatici i dati secondo il Codacons, preoccupato soprattutto per il calo ininterrotto ormai dal 2007 dei consumi alimentari:  -3% nel 2012, -1,8% nel 2011, -0,7% nel 2010, -3,1% nel 2009, -3,3% nel 2008, -1,4% nel 2007. Per l’associazione di consumatori un terzo delle famiglie italiane vive orami come nel dopoguerra, ossia alla ricerca di soldi per poter acquistare il cibo ed arrivare a fine mese. “La priorità della legge di stabilità dovrebbe essere quella di occuparsi di questi nuovi poveri,  concentrando la riduzione delle tasse sui ceto medio bassi”.

Secondo Federconsumatori e Adusbef la previsione di Confcommercio è addirittura sottostimata: a loro parere la contrazione per il 2014 rischia di attestarsi almeno al doppio di quanto previsto da  Confcommercio. Anche Federconsumatori e Adusbef sono preoccupate per la contrazione dei consumi alimentari che, solo nel 2013, risulta pari al -4,6%, ovvero una contrazione di spesa di oltre 262 euro annui a famiglia (con riferimento, ovviamente, al solo settore alimentare).

“Su tale andamento, oltre che la forte caduta del potere di acquisto delle famiglie, pesano in maniera determinante le scelte controproducenti e demenziali del Governo che, in uno scenario simile, ha avuto il coraggio di lasciare che l’Iva aumentasse ancora – dichiarano i due presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Gli effetti disastrosi di tale operazione si percepiranno per tutto il corso del 2014. Ad aggravare la situazione vi sono le incertezze sul fronte Trise-IMU: cosa ne sarà della seconda rata IMU? E delle esenzioni sulla prima casa per la Tasi?

Comments are closed.