Carburanti, Faib-Confesercenti: in due anni -25% di consumi e 2013 a rischio

La crisi ha colpito fin da subito il settore dei carburanti (anche a causa della rincorsa dei prezzi innescata da oltre un anno). I gestori denunciano un crollo del 25% dei consumi in due anni e annunciano un 2013 ancora più critico: “Con l’arrivo dell’aumento Iva e della Tares è a rischio la tenuta della distribuzione”.

A scriverlo in una nota è Faib Confesercenti – la più grande associazione di gestori di pompe di benzina, che ha condotto un sondaggio da cui è emerso che la vera priorità verso cui il Governo deve intervenire entro la fine dell’anno è la ristrutturazione della rete basata sulla chiusura assistita di almeno 8mila punti vendita non a norma”.

Il Presidente Nazionale di Faib, Martino Landi, sottolinea che sul prezzo dei carburanti pesa “una vera zavorra fiscale”. “Nemmeno i ponti primaverili sono riusciti a invertire la tendenza: alcuni gestori riportano un calo di vendite anche del 40%, e sono tanti, troppi, i nostri associati che hanno visto dimezzare i propri margini. Alcuni gestori hanno avuto difficoltà persino a rifornire gli impianti”.

“In uno scenario di questo tipo – avverte Landi – la doppia batosta fiscale all’orizzonte, con l’aumento dell’aliquota Iva al 22% e l’arrivo della Tares, rischia di far deflagrare la situazione, portando da un lato ad un ulteriore avvitamento dei consumi, e dall’altro comportando un aumento dei costi. Il risultato potrebbe essere disastroso, causando la chiusura di molti gestori. Dobbiamo normalizzare la situazione; per questo chiediamo con forza al Governo di bloccare l’aumento dell’Iva e di riportare il prelievo nella media europea: a furia di tasse stiamo mettendo a rischio la tenuta della nostra economia e della stessa rete di distribuzione carburanti in Italia”.

“Il Ministro Zanonato – conclude il Presidente Faib – ha annunciato l’intenzione del Governo di intervenire per liberalizzare il settore della distribuzione carburanti. Sarebbe opportuno, in questo quadro, procedere a una vera liberalizzazione e prevedere finalmente la vendita senza vincoli di tutti i prodotti non oil da parte dei gestori. In questo momento, però, la priorità è una riforma della rete di distribuzione: bisogna evitare un processo di espulsione affidato alla logica di mercato e provvedere ad una rapida ristrutturazione della rete basata sulla chiusura governata e assistita  di almeno 8 mila punti vendita, considerati gli impianti incompatibili con le regole di viabilità stradali e quelli non a norma con la tutela ambientale”.

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