Carburanti, indagine Ispo: rifornimento comodo o risparmio al self-service?

Il tema dei carburanti è più che mai attuale: dopo un lungo periodo di aumenti dei prezzi, le compagnie petrolifere si sono decise (sono state quasi obbligate) ad applicare sconti abbastanza significativi. Ma la discussione sui carburanti va oltre la questione del prezzo e coinvolge le abitudini quotidiane degli italiani. Dove fanno benzina? Preferiscono il servito o il self-service? Si informano, prima di cercare un distributore, su chi applica il prezzo più basso? Queste domande sono state al centro di un’indagine condotta dall’Ispo, su 800 autisti di mezzi motorizzati, per conto dell’Unione Petrolifera che l’ha presentata oggi, in occasione della sua relazione annuale.

Primo pregiudizio da sfatare: non è vero che gli italiani sono “pigri” e preferiscono il servito al self-service. Il popolo degli automobilisti, in realtà, è spaccato quasi esattamente a metà: il 56% non fa rifornimento da solo, ma si tratta soprattutto di donne, anziani o soggetti che utilizzano poco l’auto poiché spendono meno di 55 euro al mese per il carburante. Mentre la media è di 120 euro, con punte che toccano i 150 euro mensili per un italiano su 5. Uomini e giovani preferiscono di solito fare rifornimento al self-service.

Il 70% del campione ha dichiarato di cercare sempre il benzinaio più conveniente prima di fare rifornimento, ma un terzo di questi, alla fine, sceglie la comodità e si reca dal benzinaio più comodo (vicino) e non preferisce fare altra strada per risparmiare. Il risparmio vero, quindi, non deve essere frutto di scomodità, né di rinuncia: quasi 4 su 10 non sono disposti a rinunciare completamente al rifornimento servito; 7 automobilisti su 10 giudicano eccessivi 10 km in più di strada per trovare carburanti scontati e il 50% del campione non è disposto a rinunciare alla capillarità dei distributori per avere prezzi più bassi.

Soltanto un italiano su 4 si dice disponibile a percorrere qualche chilometro in più alla ricerca dei benzinai più convenienti e a rinunciare al benzinaio “sotto casa”. Lo fa più volentieri, ovviamente, chi usa l’auto con maggiore frequenza.

Rispetto ai servizi aggiuntivi che gli italiani gradiscono trovare presso i distributori ci sono i punti di ristoro (26%), l’autolavaggio (22%), tabaccai ed edicole (16 e 14%), ma il 44% non sembra interessato a questo tipo di servizi.

Infine, qual è la percezione degli italiani sul prezzo dei carburanti? Sono quasi tutti convinti che in Italia il carburante sia più caro che altrove e questo è dovuto soprattutto alle accise, che per più dell’80% del campione incide almeno per il 50% sul prezzo finale del carburante. Nonostante queste certezze, interrogati in merito, non tutti conoscono effettivamente il prezzo attuale dei carburanti al litro: il 20% non ha idea di quanto costi la benzina e 4 su 10 non conoscono il prezzo del gasolio.

Dove si informano gli automobilisti sul prezzo dei carburanti? I cartelloni dei distributori restanto il principale canale; solo i giovani fra i 18 e i 34 anni dichiarano un po’ più spesso della media di cercare anche sui siti internet specializzati. Diventa importante, quindi, una maggiore e più puntuale informazione sui prezzi praticati.

 

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