“Caro nuovo anno, ti scrivo”: i buoni propositi degli italiani per il 2017

Gennaio, si sa, è il mese dei buoni propositi: inizia il nuovo anno e quale migliore occasione per dare una svolta alla propria vita. “Andrò in palestra”, “Faccio l’iscrizione al corso di inglese”, “Metto da parte il resto della spesa”, “Mi metto a dieta per l’estate”, e chi più ne ha più ne metta. La lista completa dei buoni propositi degli italiani l’ha redatta Libreriamo che ha raccolto le intenzioni per il futuro espresse dagli italiani grazie ad una campagna realizzata in occasione delle vacanze natalizie. In cima alla top 10 dei desideri c’è la speranza di poter avere un po’ di tempo per sé: in quest’epoca sembra un miraggio ritagliarsi del tempo libero, gli italiani non vogliono rinunciare a migliorare le proprie capacità (62%). Uno dei buoni propositi stilato da nonni, genitori e ragazzi è risparmiare (58%) e salvare qualcosa per progetti importanti. Inoltre, molti italiani vogliono comprare casa (40%), se non per se, per i propri figli o nipoti. Tra i giovani infatti spicca la volontà di indipendenza dalla famiglia (68%).

Citando il famoso fisico Albert Einstein “La follia è continuare a fare le stesse cose ed aspettarsi risultati differenti”, 7 italiani su 10 sembrano essere della stessa opinione e credono che il rito dei buoni propositi sia un modo efficace per affrontare con positività il nuovo anno, cercando di migliorare tutto ciò che non ha funzionato e fissare obiettivi per l’anno che verrà. Nel 2016 il 12% degli italiani è riuscito a tenere fede ai propri buoni propositi e il 25% è riuscito a rispettarne la maggior parte. Purtroppo però la maggior parte degli italiani non è riuscito a mantenere fede ai buoni propositi, infatti il 40% della popolazione ne ha rispettati solo alcuni, il 18% giusto un paio e il 5% non è riuscito a fare nulla di ciò che si era prefissato di fare, o ha fallito nel mentre, abbandonando i progetti in corso.

Fare la lista dei buoni propositi non è qualcosa da sottovalutare e, dicono gli esperti, per non vederli affondare tristemente sul fondo del mare “Ormai se ne riparla a settembre”, è del tutto inutile parlare di buone intenzioni come se si stesse chiacchierando.

Un buon metodo per prefissarsi i nuovi obiettivi risiede nel fermarsi un attimo, prendere carta e penna e segnare cosa di buono e male è successo nei mesi precedenti. Analizzare l’anno passato, esplorare cosa è andato bene e male e migliorare le criticità.

Scrivere nero su bianco una lettera, un programma o una lista la rende molto più tangibile e reale rispetto al solo pensarci”, afferma Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo. “Questa “tradizione” di esplicitare i nostri propositi ci proietta agli obiettivi futuri, indirizzando i nostri sforzi uno scopo ben definito. Questo modo di ragionare ci permettere di valutare come ottenere risultati diversi rispetto a quelli passati, facendoci crescere e migliorare”.

Nonostante i dati mostrino una difficile riuscita nell’adempiere i buoni propositi, questi non indicano il fatto che per gli italiani sia stato un anno particolarmente difficile, infatti per il 43% degli italiani il 2016 è stato un anno positivo (18%) o generalmente positivo (25%). Per il 30% è stato un anno come gli altri, caratterizzato da alti e bassi, per il 15% invece, è stato peggiore del 2015.

Accanto ai buoni propositi, trovano poi posto le speranze, più o meno realistiche e fattibili, che si auspica di poter soddisfare nel corso dell’anno appena arrivato. Molti di questi hanno il sapore dei desideri nel cassetto come la vittoria della lotteria (70%), riuscire ad adottare lo smart working a lavoro (50%), per poter gestire al meglio i piccoli impegni quotidiani ed avere più elasticità, e per ultimo, ma non meno importante, trovare il partner giusto (35%).

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