Confcommercio, ad agosto -2,4% di consumi in un anno

Ancora un dato impietoso sul crollo dei consumi degli italiani: l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, ad agosto 2013, una diminuzione del 2,4% su base annua e una variazione mensile nulla. In crescita il “sentiment” di famiglie e imprese ma non ci sono segnali di miglioramento della crisi economica. In calo tutte le voci di spesa, tengono solo comunicazioni (+1%) e tempo libero (+0,5%). In allarme le Associazioni dei consumatori.

Addirittura, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la riduzione dei consumi nel biennio 2012-2013 rischia di raggiungere a fine anno il -8,1%, con una contrazione della spesa complessiva delle famiglie di circa 60 miliari di euro. Se non si interviene al più presto per spezzare questa pericolosa spirale depressiva la situazione non potrà che peggiorare.

“Per questo troviamo estremamente curioso che, nonostante tutti i gruppi parlamentari fossero contrari all’incremento dell’IVA, ora nessuno stia facendo nulla per cancellarne l’aumento al 22%, che determinerà un grave peggioramento della contrazione della domanda interna – dichiarano i Presidenti di Federconsumatori e Adusbef Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – I cittadini, infatti, secondo i nostri dati, dovranno far fronte a ricadute (dirette ed indirette) sui prezzi e sulle tariffe di +207 euro annui (pari ad un incremento di circa +0,80% del tasso di inflazione). Tale aggravio porterà le famiglie a ridurre ulteriormente i propri consumi, persino quelli alimentari. Anche imprese e professionisti si troveranno a sostenere un aumento generalizzato dei costi (che scaricheranno in larga parte sui cittadini , come già sta avvenendo)”.

“Inoltre lo Stato, a causa della contrazione dei consumi e dell’aumento delle prestazioni in nero, andrà incontro ad una riduzione sempre più forte dei propri introiti. A dimostrare quanto l’incremento dell’aliquota ordinaria sia assurdo e controproducente sono i dati diffusi ieri sul crollo del gettito IVA di 3,7 miliardi nei primi 8 mesi del 2013. Si tratta infatti della diretta conseguenza della forte spinta alla contrazione dei consumi già determinata dall’IVA al 21%. Per questo – concludono i Presidenti – ribadiamo la necessità e l’urgenza di un provvedimento teso a cancellare categoricamente il demenziale incremento IVA al 22%. Continueremo la nostra battaglia affinché ciò avvenga il prima possibile”.

I dati sull’alimentazione non lasciano molto all’immaginazione: da una analisi della Coldiretti relativa al mese di agosto sulla base dei dati dell’osservatorio Macfrut, aumentano del 29% gli acquisti di verdure nei discount alimentari che fanno registrare un incremento record del 21% anche nelle vendite della frutta. “A livello generale – sottolinea la Coldiretti – la spesa degli italiani per la verdura fresca perde in  valore il  5,6% mentre quello della frutta il 6,4%. Tutti i principali canali di vendita per l’ortofrutta sono in calo (dagli Iper fino ai negozi tradizionali) ad eccezione dei fruttivendoli che mettono a segno un aumento in valore del 4%. La vera sorpresa sono però – precisa la Coldiretti –  i canali di vendita non tradizionali come gli acquisti diretti dagli agricoltori nelle aziende o nelle botteghe di campagna amica che aumentano addirittura del 183% per la verdura e del 25% per la frutta. A far decollare gli acquisti diretti – conclude la Coldiretti – sono l’ottimo rapporto prezzi/qualità, ma anche il desiderio di conoscere direttamente le caratteristiche e i metodi di produzione adottati, senza dimenticare la maggiore freschezza che assicura una durata maggiore e minori sprechi”.

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