Confcommercio: agire con urgenza, evitare aumento Iva e rimodulare Imu

L’aumento dell’Iva “va scongiurato, con un approccio senza se e senza ma”. Lo chiede il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli durante l’assemblea dell’associazione in corso a Roma. Secondo Sangalli “l’impatto di questo aumento su consumi, crescita e occupazione sarebbe benzina sul fuoco ancora ardente della recessione”. Bisogna “agire tempestivamente”. “Lo si è iniziato a fare con la sospensione dell’Imu, ma bisogna proseguire con un’organica revisione della tassazione degli immobili”.

“Una revisione che concorra a dare solide fondamenta alla finanza comunale, ma che prenda insieme atto dell’insostenibilità dell’attuale carico sugli immobili strumentali delle imprese, compresi negozi e alberghi,  per i quali va consentita la deducibilità non solo dal reddito di impresa ma anche dall’IRAP” ha suggerito Sangalli.

Il Presidente ha poi messo l’accento sulla difficoltà di fare impresa nel nostro Paese e sui dati drammatici sulla disoccupazione. Sono “ben 7 i trimestri consecutivi di caduta del prodotto interno lordo”. “Stando così le cose – ha osservato Sangalli – la missione fondamentale del Governo al servizio dell’Italia e dell’ Europa – come lo ha definito il Presidente del Consiglio – sembra a noi chiarissima: agire con tempestività e agire in profondità”.

“Agire con tempestività: per dare risposte alle tante emergenze di un’Italia dove l’area del disagio occupazionale riguarda ormai 9 milioni di persone, dove i consumi sono tornati ai livelli del 2000 e gli investimenti pubblici a quelli del 2003 e dove – già solo nel primo trimestre di quest’anno – hanno chiuso i battenti più di 40mila imprese”. Secondo Sangalli serve un Patto di stabilità più “intelligente” per mobilitare anche gli investimenti degli enti locali e per procedere nell’azione di sblocco del pagamento dei crediti delle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni. “L’obiettivo del pagamento di questi crediti per 40 miliardi, tra il 2013 e il 2014, va assolutamente conseguito e va confermato l’impegno all’avvio di una seconda fase. Una seconda fase che consenta di procedere al compiuto pagamento – e si tratta ancora di decine di miliardi – dell’intero stock storico di questi crediti, anche attraverso il concorso della Cassa Depositi e Prestiti”.

Come se non bastasse, in Italia, i servizi bancari sono più cari che negli altri paesi europei. Una ragione in più per affrontare finalmente anche la riduzione dei costi che gravano sulla moneta elettronica. Una simile stretta creditizia merita davvero di essere assunta come una priorità dell’Unione, facendo anzitutto avanzare l’unione interbancaria. Intanto, per quel che riguarda il nostro Paese, la risposta alla stretta creditizia – come ha ricordato il Ministro Zanonato – richiede anche il potenziamento del ruolo del Fondo centrale di garanzia e del sistema dei consorzi fidi, oltre che la facilitazione del ricorso all’emissione di obbligazioni da parte delle piccole e medie imprese”. 

Sangalli ha parlato della “necessità di ridurre la pressione fiscale che in questi anni ha raggiunto livelli record”; come ricorda l’indagine CER-Confcommercio “far fronte agli adempimenti fiscali costa alle imprese ogni anno 10 miliardi di euro : quasi il 50% in più rispetto alla media dell’Unione”.

Infine, il Presidente di Confcommercio ha parlato dei “nodi della legge elettorale e di un assetto delle competenze troppo conflittuale”. “Si superi il bicameralismo perfetto dando vita alla Camera delle Regioni e delle Autonomie”. “E scelte coraggiose servono, allora – ha concluso Sangalli – per ridurre il costo del credito e il prelievo fiscale, a partire da quello sul lavoro, il costo della bolletta energetica e le tasse occulte della burocrazia e della corruzione, i costi della logistica e quelli derivanti dai ritardati pagamenti, dai ritardi della giustizia civile e dai ritardi di una Pubblica Amministrazione che invece può e deve essere riformata. Costi che vanno abbattuti, affinchè fare impresa in Italia, ce lo hanno ricordato le testimonianze degli amici di Asti, Milano, Bologna, Napoli e Palermo, non significhi farlo nonostante tutto. Senza impresa non c’è nè crescita nè occupazione e se chiudono le imprese chiude l’Italia”. 

A margine dell’assemblea di Confcommercio l’Adoc esprime il proprio apprezzamento per l’intervento del Presidente Sangalli, che ha rimarcato l’importanza della lotta alla contraffazione. “Apprezziamo in toto l’intervento del Presidente di Confcommercio Sangalli – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – in particolare abbiamo apprezzato il suo sottolineare l’importanza della lotta alla contraffazione, una piaga che danneggia profondamente sia le imprese che i cittadini. L’Adoc è da sempre impegnata strenuamente in questa battaglia, negli ultimi mesi ha denunciato all’Antitrust più siti web che commerciavano illegalmente prodotti Made in Italy di  Ray-Ban, Hogan, Prada e Gucci, causando la chiusura e l’oscuramento di tali siti. Sono state vittorie dei consumatori e del sistema Italia, a dimostrazione che attraverso il lavoro e la collaborazione è possibile arginare sconfiggere l’odioso fenomeno della contraffazione”.

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