Confcommercio: è stagnazione dei consumi. No all’aumento dell’Iva

Stagnazione dei consumi e deterioramento ulteriore del clima di fiducia delle famiglie. E’ questo il quadro degli ultimi 6 mesi fotografato dal l’Outlook dei consumi sul clima di fiducia e sulle aspettative delle famiglie italiane di Confcommercio e Censis. Il 65% delle famiglie va sostanzialmente in pari tra entrate ed uscite, il che significa però che non riesce a mettere da parte nulla, mentre appena il 17% degli intervistati ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare parte del reddito dopo aver coperto tutte le spese.Si tratta di circa 4,5 milioni di famiglie la cui maggioranza ricorre ai risparmi in banca (56%), mentre il 21% si indebita o posticipa i pagamenti. Anche tra le famiglie con mutuo immobiliare (circa il 15% del campione) aumentano le situazioni in cui la restituzione della rata diventa più difficile: a settembre 2012, infatti, aumenta sia la quota di chi ha dichiarato notevoli difficoltà nella restituzione della rata (14,7% rispetto all’8,3% di giugno 2011), sia la quota di chi non è riuscito a rispettare le scadenze (4,7% contro il 2,2%).

La percezione dei prezzi di alcuni beni in continuo aumento e di una pressione fiscale eccessiva, spingono ad un atteggiamento di cautela e spesso di rinuncia che contribuiscono verosimilmente alla stagnazione in atto dei consumi. A settembre del 2012 la percentuale di chi prevede di effettuare spese per la ristrutturazione della casa o acquisti di elettrodomestici e mobili o di acquistare l’autovettura è sistematicamente inferiore a chi vorrebbe fare tale tipo di spesa ma per il momento rinuncia. Rispetto a giugno del 2012 cala la percentuale delle intenzioni di acquisto, il segnale evidente e grave che il ciclo depressivo dei consumi non accenna ad invertirsi.

Secondo l’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, “la caduta dei consumi nel 2012 sarà ben più marcata e si attesterà al -5%.  Un dato allarmante sotto ogni punto di vista. Dal lato delle famiglie, infatti, è segno di un profondo disagio e di una continua revisione al ribasso dei propri standard di vita. Dal lato dell’economia italiana, inoltre, rappresenta una vera e propria catastrofe. Una caduta dei consumi di queste proporzioni, infatti, comporta una riduzione complessiva della spesa di ben 35,5 miliardi di Euro”.

“Riorganizzazione del budget familiare, ricerca di offerte speciali e rinuncia al superfluo diventa per un numero consistente di famiglie un “must”. Oltre il 94% degli intervistati elimina gli sprechi, l’83% cerca cibi meno costosi rispetto al passato, ma soprattutto più del 65% cerca di ridurre gli spostamenti con auto o moto per cercare di risparmiare sul carburante” continuano Confcommercio e Censis.

In questo contesto l’aumento dell’Iva non potrà che peggiorare la situazione deprimendo ulteriormente la domanda interna, come ha sottolineato Antonio Lirosi, Partito Democratico. Dello stesso parere il Movimento Difesa del Cittadino.

Eppure al di là di problemi che schiacciano gran parte delle famiglie, emerge, purtroppo, un diffuso atteggiamento adattativo.

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