Confcommercio: nel 2014 consumi a meno 0,2%

Quest’anno ancora segnali negativi per Pil, pressione fiscale e consumi. A fotografare una situazione ben lontana dalla ripresa è Confcommercio: secondo le previsioni rese note oggi dall’Ufficio Studi, per il 2014 la crescita del Pil – dopo la flessione dell’1,8% del 2013 – si fermerà allo 0,3% e la pressione fiscale rimarrà al 44,2%. Nessuna buona notizia sul versante dei consumi: questi, dopo la flessione del 2,4% dello scorso anno, caleranno ancora di uno 0,2%. Per i Consumatori, però, la contrazione dei consumi sarà ancora maggiore.

Secondo Federconsumatori e Adusbef, “le stime sull’andamento economico del nostro Paese diffuse oggi da Confcommercio risultano, a nostro parere, ancora sottostimate specialmente per quanto riguarda i consumi. Vista la grave caduta della disoccupazione e la conseguente perdita di potere di acquisto da parte delle famiglie non siamo affatto ottimisti sulla crescita, seppur timida, del PIL, che si fermerà secondo le nostre stime attorno allo zero”. I dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori relativi ai consumi stimano che, dopo la flessione del 4,7% del 2012 e quella del 3,4% dello scorso anno, anche il 2014 segnerà una ulteriore frenata pari all’1,1%. “Nell’ultimo triennio, così, la contrazione dei consumi delle famiglie toccherà quota -9,2%. Una diminuzione impressionante, che equivale ad una caduta della spesa delle famiglie di circa 65,4 miliardi di euro”.

Non ci sono dunque più alibi per rimandare ancora il rilancio immediato del potere d’acquisto delle famiglie, ormai diminuito del 13,4% dal 2008 a oggi, affermano le due associazioni, che ribadiscono la necessità di avviare una detassazione a favore delle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, insieme a un serio piano di rilancio dell’occupazione, soprattutto quella giovanile, e di vincolare a tale obiettivo tutti i ricavi derivanti da tagli a sprechi e privilegi e dalla lotta all’evasione fiscale. “Solo intervenendo attivamente contro il progressivo ed ormai accertato impoverimento delle famiglie sarà possibile invertire la tendenza negativa che ormai caratterizza pressoché ogni aspetto della nostra economia. Ci aspettiamo che il Governo ponga tale obiettivo come priorità assoluta per il Paese”, dichiarano i due presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Per il Codacons, da Confcommercio arriva “l’ennesima stima che smentisce le ottimistiche previsioni del Governo. Dopo quella di ieri del Fmi, che ha ridotto la crescita del Pil allo 0,6%, contro lo 0,7% precedente, ora è la volta della Confcommercio, che conferma un dato inferiore al +0,5% comunicato nel giugno 2013”. Il calo dei consumi è uno dei fattori che più preoccupa, anche perché le famiglie hanno già tagliato molto: “Nonostante sia troppo ottimisticamente prevista una riduzione solo dello 0,2%, bisogna, infatti, considerare che già nel 2013 gli italiani hanno acquistato solo quello che era strettamente indispensabile per la sopravvivenza, riducendo persino le spese alimentari – afferma il Codacons – Una qualunque ulteriore contrazione, dunque, per quanto apparentemente bassa, ha risvolti drammatici”.

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