Confesercenti: a Natale ‘ripresina’ dei consumi

Il Natale in famiglia ha fatto segnare “una ripresina” nei consumi alimentari. E’ quanto sostiene Confesercenti che, ad un mese dall’inizio del periodo delle feste, ha tracciato un consuntivo delle vendite nel settore alimentare che hanno complessivamente tenuto, mettendo a segno un leggero aumento del volume del venduto, che arriva – a secondo della zona o del settore – fino al 10%. Un incremento insufficiente a rimediare un 2012 estremamente difficile, ma anche una ‘ripresina’ – dovuta alla vocazione ‘casalinga’ delle celebrazioni di quest’anno.  Protagonista delle passate feste è stata certamente la carne che ha fatto registrare un incremento significativo delle  vendite intorno al 5%, con punte del 10%, concentrata soprattutto su piatti regionali.

Le vendite di pane e prodotti da forno, invece, si sono concentrate soprattutto nelle settimane a ridosso del Natale e del Capodanno. Buon andamento delle vendite dei prodotti tradizionali, soprattutto panettoni e prodotti tipici regionali artigianali della ricorrenza che registra una crescita del 10% delle vendite, che però non si riflette sui margini, visto l’aumento del costo della materia prima e la necessità di mantenere i prezzi fermi ai livelli dello scorso anno. La spesa media, in questo caso, è tra i 20 e i 25 euro. Bene anche frutta e vegetali, soprattutto se acquistati nei mercati. Il settore mette a segno una crescita del 2% delle vendite, per una spesa media di 20 euro. Prodotti più venduti quelli stagionali.

Più movimento, anche se ha generato meno valore, per un volume di vendite comunque in aumento. In sintesi, è questo lo scenario che hanno vissuto le pescherie italiane, che segnalano la tenuta grazie proprio all’aumento del venduto, che ha permesso di assorbire l’innalzarsi dei costi. Spesa media di 70 euro, prodotti più acquistati crostacei, pesci da forno. In calo le ostriche, aumentano le vendite di surgelati, dal prezzo ancora più accessibile.

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