Confesercenti-Swg: 15% italiani fa spending review sul cibo

Se si vuole qualche dato sul peso della crisi economica fra gli italiani, basta guardare a quelli resi noti oggi da un sondaggio Confesercenti-Swg: nel 2013 l’87% degli italiani ha tagliato la spesa. Si fa spending review un po’ su tutto – dall’abbigliamento all’informatica ai viaggi – ma ben il 15% è costretto a tagliare anche sui generi alimentari e aumentano coloro che risparmiano sui carburanti. Solo il 54% degli italiani riesce ad arrivare alla fine del mese, mentre il 14% rivela di farcela solo fino alla seconda settimana del mese.

L’87% degli italiani, nel corso del 2013, ha ridotto le spese per vacanze e beni alimentari, mentre si registra un aumento di chi stringe la spesa sui carburanti (quasi 2.500.000 persone in più, il 5% rispetto al 2012). Gli italiani che dichiarano di aver rivisto la propria spesa sono oltre 41 milioni, circa 500mila più dello scorso anno. Molti di meno quelli che dicono di non aver proceduto ai tagli: sono l’11%, circa 5 milioni e 300 mila. Solo il 2% sostiene di aver aumentato le uscite.

Fra chi ha rivisto il proprio budget, il 24% afferma di aver compiuto una spending review su tutte le voci. Il 39% ha detto di aver tagliato, invece, principalmente sui capi di abbigliamento. Segue, nella classifica dei tagli operati dagli italiani, il materiale informatico, indicato dal 30% del campione; il 23% ha stretto la cinghia sulle spese di casa, il 22% sui viaggi e il 20% – il 5% in più del 2012 – sui carburanti, mentre il 15% – ben 7 milioni e 200mila italiani – è stato costretto a tagliare persino i beni alimentari. La fascia d’età più colpita appare quella tra i 25 e i 34 anni: il 90% di questi ha ridotto le spese in genere, uno su quattro (il 25%) stringendo sui consumi di carburanti.

Il disagio è evidente se si guarda alle risorse disponibili per affrontare le spese mensili: quest’anno solo il 54% degli italiani (26 milioni) segnala di riuscire a far fronte senza problemi alle spese di famiglia fino alla fine del mese. E’ una percentuale in calo del 5% rispetto al 2012 e addirittura del 18% rispetto al 2010 quando ce la faceva il 72%. Si infoltisce il gruppo di coloro che arriva a fatica fino alla terza settimana (il 32%, in salita del 4% sullo scorso anno) ma ci sono ben 6,7 milioni che confessano di farcela solo fino alla seconda (il 14%, +1% rispetto al 2012).

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