Consumatori europei, UNC: grave la sfiducia nel commercio elettronico

L’e-commerce è diffuso ancora a livello domestico e il dato, almeno in Italia, si può spiegare con “la persistente diffusione delle truffe” sul web e con la difficoltà di riconoscere un sito di commercio elettronico affidabile: così l’Unione Nazionale Consumatori di fronte ai risultati del Quadro di valutazione dei mercati dei beni di consumo pubblicato in occasione del Vertice europeo dei consumatori. I dati europei indicano che le condizioni dei consumatori sono migliorate un po’ in tutti i paesi, ma rimangono pratiche commerciali sleali, scarsa conoscenza dei diritti dei consumatori e un gap nel commercio elettronico che continua a essere soprattutto nazionale e domestico.

“Secondo i dati resi noti dalla Commissione Ue – commenta Massimiliano Dona, segretario generale UNC – il 2011 ha registrato per il secondo anno consecutivo diversi miglioramenti delle condizioni di vita dei consumatori, in termini di fiducia nelle autorità, nei dettaglianti, nelle organizzazioni dei consumatori, nella sicurezza dei prodotti. Persiste però un gap nel commercio elettronico, che pur registrando una timida crescita è ancora diffuso solamente a livello domestico.”

“Tale dato in controtendenza – continua Dona – è giustificato, almeno per quanto riguarda l’Italia, dalla persistente diffusione delle truffe nelle quali incappano i consumatori sul web, nella difficoltà nel riconoscere un sito di e-commerce affidabile, nell’ottenere le garanzie previste dalle norme nazionali quando il negozio online non ha la sede legale nel proprio Paese”. Per quanto riguarda invece la scarsa conoscenza dei diritti dei consumatori, per Dona è necessario “uno sforzo maggiore da parte dei Governi nazionali nonché delle Associazioni dei Consumatori stesse, poiché soltanto i consumatori che sanno come far valere i propri diritti possono sfruttare al massimo le potenzialità del mercato online”.

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