Confcommercio: a settembre consumi in calo

L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, a settembre, una diminuzione dell’1,3% in termini tendenziali e una flessione dello 0,5% rispetto ad agosto. I dati di settembre indicano, nel loro insieme, le difficoltà della domanda per consumi di invertire la tendenza negativa in atto dalla fine del 2011 e ritornare su quel sentiero di sviluppo necessario a sostenere il miglioramento dell’economia. E’ quanto afferma Confcommercio secondo cui “la debolezza della domanda delle famiglie si inserisce in un contesto in cui sono molti gli elementi di incertezza sull’evoluzione dell’occupazione e del reddito disponibile”.

”Le preoccupazioni delle famiglie, legate anche all’assenza di interventi incisivi sul versante della riduzione del carico fiscale, sono evidenziate dal regresso rilevato ad ottobre dal clima di fiducia -spiega Confcommercio-. L’incertezza sulle possibilità di ripresa della domanda per consumi si riflette anche sul sentiment delle imprese, caratterizzato dal dualismo tra le aziende che operano sul mercato estero ed interno. Le prime intravedono possibilità di recupero dell’export in conseguenza del modesto miglioramento del quadro economico europeo mentre le seconde, in presenza di una domanda per consumi che rimane ai minimi, guardano con preoccupazione al futuro. Questa situazione è sintetizzata dal diverso andamento, ad ottobre, del clima di fiducia del manifatturiero rispetto a quello del commercio e dei servizi”.

Secondo Federconsumatori e Adusbef si tratta di dati sottostimati: “Vista la situazione di profonda difficoltà in cui versano le famiglie e l’intera economia e visto il clima di grave incertezza che caratterizza le imminenti scelte di politica economica, la contrazione dei consumi si attesta ben peggiore del -1,3% rispetto allo scorso anno”.

Addirittura, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel biennio 2012-2013 la diminuzione dei consumi si attesterà al -8,1%: “Solo quest’anno dalle nostre rilevazioni emerge una contrazione dei consumi del -3,3%, pari ad una minore spesa complessiva delle famiglie di 23,4 miliardi di Euro” sostengono le Associazioni che auspicano un rapido intervento del Governo inteso a trovare “le coperture necessarie alla cancellazione della seconda rata dell’IMU sulla prima casa” e ad annullare “il deleterio aumento dell’IVA (che come dimostrano i dati si sta rivelando controproducente anche per le case dello Stato)”.

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