Consumi, Confcommercio: ripresa lontana, crollo finito. Consumatori scettici

A luglio è finito il crollo dei consumi ma la ripresa è ancora lontana. A cauti segnali di ottimismo si alternano dati ancora in flessione, come il calo su base annua dei beni e dei servizi per la mobilità e degli alimentari. Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio, a luglio c’è stata una diminuzione dei consumi del 2,0% in termini tendenziali e una variazione nulla rispetto a giugno.

Spiega Confcommercio: “Le informazioni ad oggi disponibili portano a ritenere che, all’inizio dell’estate, l’economia italiana abbia raggiunto il punto di minimo del ciclo economico. Nei primi sette mesi dell’anno in corso l’indicatore ha registrato una flessione del 3,7% a fronte del 3,2% registrato nell’analogo periodo dello scorso anno. Occorre, dunque, guardare a questa fase con molta attenzione perché la fine della riduzione dei consumi non delinea automaticamente un profilo di ripresa a breve termine”.

A livello annuale, la l’Indicatore di luglio registra una diminuzione dello 0,3% della domanda relativa ai servizi e del 2,9% della spesa per i beni. A luglio solo i beni e servizi per le comunicazioni hanno registrato una variazione positiva (+1,1%). Il dato più negativo continua ad essere quello relativo ai beni e servizi per la mobilità la cui domanda registra una contrazione del 4,1% su base annua. All’interno di questo aggregato non si è ancora arrestata la tendenza alla riduzione della domanda di mezzi di trasporto che ha registrato un progressivo e sensibile ridimensionamento dal 2010 (circa il 40% in meno a volume). Riduzioni dei consumi particolarmente significative continuano ad interessare gli alimentari, le bevande ed i tabacchi (-3,9%).

Rispetto a giugno la variazione dei consumi è nulla, mentre nell’ultimo trimestre la spesa delle famiglie si è sostanzialmente stabilizzata, dato che non si rilevava da circa due anni. Nel mese di luglio, a fronte di un modesto aumento della componente relativa ai servizi (0,1%), i beni hanno fatto registrare una contenuta diminuzione (-0,1%). Nel confronto con giugno le diminuzioni più significative hanno interessato i beni e servizi per le comunicazioni (-0,6%) e i beni e servizi per la cura della persona (-0,4%).

I dati di Confcommercio sono accolti con un certo scetticismo dalle associazioni dei consumatori. Per il Codacons, “il fatto che i consumi siano rimasti fermi rispetto a giugno non indica, purtroppo, una inversione di tendenza o che la caduta dei consumi sia finita, ma solo una pausa transitoria legata alla specificità del mese di luglio”. Il dato sottolineato dall’associazione, e considerato indice della profonda crisi finanziaria degli italiani, è invece il crollo degli acquisti in quantità di alimentari, che su base annua registra un – 3,9%. Dato che diventa drammatico considerato che questa caduta è solo l’ultima in ordine di tempo, spiega il Codacons, visto che nel 2012 c’era già stato un crollo del 3%, nel 2011 dell’1,8%, dello 0,7% nel 2010, del 3,1% nel 2009, del 3,3% nel 2008 e dell’1,4% nel 2007.

Anche Federconsumatori e Adusbef non condividono il “cauto ottimismo” espresso da Confcommercio, perché per le due associazioni la contrazione dei consumi non è affatto terminata. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, l’andamento dei consumi continua a essere negativo e nel biennio 2012-2013 ha ormai raggiunto una flessione del 7,8%, con una caduta della spesa delle famiglie che ha raggiunto i 56 miliardi di euro. E l’economia continua a risentire degli effetti negativi di questo andamento. “Per questo riteniamo fondamentale che il Governo intervenga urgentemente per una ripresa del potere di acquisto dei cittadini, attraverso investimenti per il lavoro ed attraverso la categorica e definitiva eliminazione dell’incremento Iva da ottobre”, dichiarano i presidenti Federconsumatori e Adusbef Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

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