Consumi congelati a febbraio, Confcommercio: ci vorranno anni per ripresa

A febbraio consumi congelati: l’indicatore dei Consumi Confcommercio registra un calo dello 0,7% in un anno ed una variazione nulla su gennaio confermando l’avvio, in atto da alcuni mesi, di una fase di stabilizzazione che, però, in assenza di miglioramenti dell’occupazione e del reddito, non riesce a tradursi in una ripresa in grado di far ripartire il ciclo economico. Lento miglioramento della fiducia delle imprese. Crollano i consumi nei trasporti (-23%), nell’abbigliamento (-17%) e nei mobili ed elettrodomestici (-14%).

Per il Codacons è impressionante che dal 2007 ad oggi i consumi siano diminuiti di oltre 80 oltre miliardi di euro. E’ l’ennesima conferma del fatto che questa crisi internazionale, iniziata come crisi finanziaria, in Italia si è tradotta in una crisi di consumi. La ragione dipende dal fatto che le famiglie italiane, quando è scoppiata la crisi, erano già in difficoltà ad arrivare alla fine del mese, dopo il raddoppio dei prezzi iniziato nel 2002, le tariffe locali aumentate dal doppio al triplo rispetto all’inflazione e gli stipendi e le pensioni congelate.

Il dato che più conferma questa tesi è quello drammatico dei consumi alimentari in quantità. Dopo essere già calati dell’1,4% nel 2007, 3,3% nel 2008, 3,1% nel 2009, 0,7% nel 2010, 1,8% nel 2011, 3% nel 2012,  nel 2013 hanno avuto un crollo record del 3,8%. Crollo che prosegue nel 2014, stando all’Icc  reso noto oggi, con il -1,4% di febbraio (su base tendenziale). In pratica da quando è scoppiata la crisi gli italiani mangiano oltre il 17% di cibo in meno, in quantità.

“Ecco perché – conclude il Codacons – gli 80 euro in più in busta paga devono essere considerati dal Governo solo come un primo passo rispetto ad altri 100 necessari per ridare capacità di spesa al ceto medio. Occorre una rivoluzione fiscale che, nel rispetto dell’art. 53 della Costituzione, sposti finalmente le tasse verso chi se lo può permettere: Iva sui beni di lusso, Imu maggiore per chi ha più di 3 case, aliquote Irpef più progressive”.

I dati di oggi confermano, anche per il 2014, le rilevazioni effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori sull’andamento del mercato nel nostro Paese. Secondo tali rilevazioni, la contrazione dei consumi nel biennio 2012-2013 è stata dell’8,1%, con un crollo della domanda di mercato pari a 58 miliardi di euro. Ciò significa che ogni famiglia ha ridotto la propria spesa di 2.320 euro annui. Si tratta di un tracollo incredibile, che non solo porta malessere alle famiglie italiane ma ha una ricaduta negativa sull’economia, procurando cassa integrazione e licenziamenti in seguito alla chiusura di numerose imprese. In mancanza di adeguati interventi, l’O.N.F. prevede per l’anno in corso una ulteriore contrazione dei consumi di oltre l’1%, che andrà a gravare negativamente sull’intero ciclo economico.

“Con queste motivazioni rinnoviamo – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – il nostro appello al Governo affinché vengano avviate in tempi rapidissimi le annunciate misure per il rilancio della domanda interna e dell’occupazione, attraverso una detassazione a favore dei percettori di reddito fisso (lavoratori e pensionati) e perché venga predisposto un serio piano di ripresa degli investimenti (nuove tecnologie, ricerca, allentamento del patto di stabilità per la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica ecc…) funzionale allo sviluppo dell’economia del nostro Paese”.

Comments are closed.