Contraffazione: un anno di Peers Say No

Peers Say No racconta un percorso di consapevolezza. La scoperta che dietro la contraffazione si nascondono rischi per la salute, violazione dei diritti dei lavoratori, scelte di consumo irresponsabili perché non considerano l’impatto sul mondo circostante. Peers racconta un percorso di coinvolgimento. Quello dei giovani e degli studenti che, nell’evento organizzato a Roma lo scorso 11 gennaio, hanno portato le loro opere e si sono espressi con le loro parole. Con rap e trap, con fumetti e video, e un messaggio chiaro: “I prodotti contraffatti non si comprano mai. Costano poco ma portano guai”.

È questo infatti l’inganno che sta dietro i grandi numeri della contraffazione. In Europa l’ampiezza del fenomeno è pari a 85 miliardi di euro di valore economico con una perdita di oltre 14 miliardi di entrate fiscali evase e 800mila posti di lavoro persi ogni anno (OCSE). E con le possibilità offerte dallo shopping online, quello della contraffazione è un mercato dal potenziale espansivo infinito.

Per questo ha un grande valore il progetto “Peers Say NO” che si è svolto negli ultimi dodici mesi. A guidarlo Adiconsum, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Via Micheli (Roma), con Consumedia, editore dell’Agenzia di informazione Help Consumatori, e il portale Skuola.net. L’obiettivo è stato uno su tutti: spiegare ai ragazzi l’importanza della cultura della legalità.

Conoscere e rispettare le leggi, i doveri e i diritti di ciascuno, così come difendersi dagli abusi, sono infatti competenze di importanza strategica per la vita personale e professionale. “Chi produce illegalmente sfrutta i lavoratori e non protegge la loro sicurezza; inquina l’ambiente e sfrutta le risorse in modo irresponsabile, fa concorrenza sleale alle imprese che operano nel rispetto di tutte le regole”, ha ricordato alla giovane platea in sala durante l’evento romano Carlo De Masi, presidente di Adiconsum.

La contraffazione ha un impatto grande ma spesso ignorato se non del tutto negato. Identificare danni e pericoli della contraffazione non è immediato. Dietro l’acquisto di scarpe, borse, orologi, occhiali o cosmetici contraffatti si nasconde l’illusione di fare un affare, di risparmiare, di aggiudicarsi a buon prezzo un prodotto all’ultima moda. Sbagliato. Un giocattolo non certificato, un paio di scarpe trattato con materiali non anallergici, un farmaco o un integratore comprati online nascondono numerosi pericoli, a partire da quelli per la salute. I prodotti contraffatti che si possono acquistare con facilità sono tanti. Ci sono musica, video e software pirata scaricati illegalmente, scarpe, borse e occhiali con finti brand, giocattoli, cosmetici, addirittura farmaci, per non parlare delle contraffazioni alimentari.

Scarsa qualità, ingredienti non certificati, non sicuri o tossici, evasione fiscale, mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, mancate garanzie di sicurezza per i consumatori sono le caratteristiche degli acquisti contraffatti, che ignorano i danni e i rischi, il valore della proprietà intellettuale e in sostanza il valore della legalità.

Peers ha avuto il merito di ricordare tutto questo e di ribadire che dietro le scelte di acquisto c’è un risvolto etico e sociale. Il progetto, cofinanziato da EUIPO-Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, ha avuto come obiettivo quello di rendere consapevoli i ragazzi che la proprietà intellettuale è importante anzitutto per la sicurezza e la qualità della vita quotidiana, ma anche per la ricerca scientifica e medica, per il progresso tecnologico, per la produzione culturale, la moda, il design, l’intrattenimento. Senza questa tutela, si corrono pericoli, si perdono posti di lavoro, chiudono le aziende. Ma c’è in gioco un valore ancora più importante: l’educazione alla legalità, appunto, una parte fondamentale della formazione dei più giovani.

Le scelte di consumo hanno un risvolto etico ed un impatto individuale e sociale. È per fare chiarezza in questo campo che la newsletter di Peers ha analizzato tutti i prodotti falsi che più facilmente arrivano nelle mani dei più giovani: giocattoli, cosmetici, integratori alimentari, farmaci, musica, alimentazione. È riuscita anche a cogliere l’evoluzione e gli sviluppi della riforma europea del copyright, che ha avuto una gestazione difficile e ora promette cambiamenti per la Rete e nel rapporto fra grandi piattaforme e creativi.

I diritti entrati in ballo sono la tutela del diritto d’autore e la libertà del web, il diritto all’informazione e all’equo compenso per gli autori, la libertà di espressione e di link, la natura e la cultura di Internet. È un dibattito che la newsletter (qui l’ultimo numero- NL Peers Say No_Febbraio) ha cercato di restituire ai più giovani proprio nel momento in cui si è sviluppato. Se il lavoro fatto avrà suscitato dubbi, curiosità e domande, si può ben dire che avrà centrato l’obiettivo.

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