Decollano le spese obbligate, si taglia su cibo e benzina

Le capacità di risparmio sono sempre più ridotte, le spese obbligate sempre più alte. Oltre il 70% delle famiglie ha aumentato le proprie spese per benzina e parcheggi, un altro 70% lamenta il maggiore peso delle bollette di acqua, luce e gas. L’Outlook sui consumi di Censis-Confcommercio presentato oggi restituisce un quadro impietoso per le famiglie.C’è un clima di fiducia in calo, ridotte capacità di risparmio, spese obbligate in aumento, e una ripresa dei consumi praticamente impossibile da vedere.

L’indagine, realizzata a marzo su un campione di 1.200 famiglie, lo spiega molto bene: “La pressione fiscale in aumento ed i prezzi ormai fuori controllo dei prodotti energetici e delle utenze domestiche non fanno altro che accelerare la recessione in atto diffondendo un clima di insicurezza per il futuro in molte famiglie a basso reddito e spingendo ad un atteggiamento di forte cautela anche le famiglie con buone o elevate possibilità di spesa”.

Qualche volta i numeri non sono affatto freddi. Così accade che il 74,5% delle famiglie ha dichiarato di aver aumentato le proprie spese per i carburanti e il 70% lamenta maggiori spese per le utenze domestiche. Il 57,3% denuncia aumenti di spesa per gli alimentari, il 53,7% per le attività dei figli, il 48,9% per le spese relative alla salute. È insomma sempre più diffusa la percezione di un aumento dei prezzi per tutte le spese obbligate, quelle che proprio non si possono comprimere, che fanno lievitare le uscite e dunque finiscono per ridurre il reddito disponibile.

In un contesto del genere, il risparmio infatti crolla. Negli ultimi sei mesi meno del 10% delle famiglie è riuscito a risparmiare, contro il 28% della metà del 2011; quasi il 79% delle famiglie dichiara di andare in pari fra reddito e spese per i consumi, mentre l’11,3% non è riuscito affatto a coprire tutte le spese col proprio reddito. Si diffonde sempre di più la sensazione di spendere tutto o quasi tutto ciò che si guadagna: è di questa opinione quasi l’80% delle famiglie contattate, mentre a metà del 2011 il dato si fermava al 53%.

La conseguenza è inevitabile: ci sono moderazione e contenimento dei consumi. I consumatori adottano un insieme di comportamenti volti alla riorganizzazione delle spese, alla ricerca degli sconti sugli alimentari, alla rinuncia di tutto ciò che viene percepito come superfluo. Anche l’automobile rimane a casa: per risparmiare sulla benzina si riducono gli spostamenti. I dati dell’indagine dicono che l’87% delle famiglie contattate ha riorganizzato le spese alimentari optando sempre più frequentemente per le offerte speciali e prodotti meno costosi, il 78% ha ridotto pranzi e cene fuori casa, il 63% ha diminuito gli spostamenti in auto o scooter per cercare di risparmiare sul consumo di benzina, il 40% ha rinunciato alle spese per abbigliamento e calzature. Il quadro che emerge, afferma la ricerca Censis-Confcommercio, “non è quello di un Paese impoverito, ma più oculato nelle spese, il che ovviamente non aiuta ad uscire dalla spirale di bassa crescita in cui il Paese si trova da lungo tempo”.

In un contesto del genere c’è sempre maggiore pessimismo. A questo si accompagna una generale convinzione che le misure adottate non siano foriere di un rilancio dei consumi. Molto diffusa è infatti l’idea che le misure più recenti varate dal Governo abbiano un effetto depressivo sulla capacità di spesa delle famiglie: il 61% degli intervistati ritiene che nel 2012 starà peggio rispetto al 2011 e appena il 20% ritiene che disporrà di meno denaro a causa del maggiore livello di tassazione, ma che i sacrifici saranno utili al Paese.

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