Eurispes: uno su quattro si sente povero. E il welfare lo fanno i nonni

Le famiglie non se la passano bene. Quasi la metà non riesce ad arrivare alla fine del mese e chi ci arriva intacca  direttamente i propri risparmi. Un quarto delle famiglie ha difficoltà a fronteggiare le spese mediche. Di fronte alla crisi economica, le strategie “anticrisi” adottate vedono il ricorso a quel welfare familiare che continua a reggere in qualche modo intere generazioni: più di uno su dieci torna a casa dai genitori, un terzo si fa aiutare economicamente, un quarto chiede l’aiuto della famiglia e dei nonni per accudire i figli e non dover pagare baby sitter o nidi privati. Una persona su quattro si sente povera. E nella gestione dei consumi, ormai si taglia su quelli considerati superflui – pasti fuori casa, estetista, parrucchiere, profumeria – ma anche sulle spese mediche e sulla baby sitter, sugli animali domestici e sull’uso dell’auto privata.

Sarà pure “una ripresa debole ma stabile”, ma la condizione delle famiglie ne esce a pezzi: questa la fotografia scattata dal Rapporto Italia 2017 dell’Eurispes. Qual è la condizione economica delle famiglie rispetto allo scorso anno? Il 14,1% definisce molto peggiorata la situazione economica familiare nell’ultimo anno e il 27,3% indica un lieve peggioramento. Per il 42,3%, invece, la situazione è rimasta sostanzialmente invariata. Ad indicare un parziale (10%) o netto (1,7%) miglioramento è circa una persona su dieci.

famigliaQuelli che più colpiscono sono i dati sulla “tenuta” familiare: il 48,3% delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese e il 44,9% per arrivarvi sono costrette a utilizzare i propri risparmi. Solo una famiglia su quattro risparmia. Le rate del mutuo per la casa sono un problema nel 28,5% dei casi, mentre per il 42,1% di chi è in affitto lo è pagare il canone. Il 25,6% delle famiglie ha inoltre difficoltà a far fronte alle spese mediche. E di fronte alle difficoltà di far quadrare i conti, le strategie anti-crisi indicate vedono tutte il ricorso al welfare familiare: il 13,8% è tornato a casa dai genitori, il 32,6% si fa aiutare economicamente da loro, il 23% ricorre ai nonni nella cura dei figli per non essere costretto a pagare nidi privati e baby sitter.

Poveri si sentono eccome, gli italiani. Uno su quattro  afferma di sentirsi “abbastanza” (21,2%) e “molto” (3%) povero. A dirsi poveri è soprattutto il single (27,1%) o monogenitore (26,8%) che vive al Sud (33,6%) ed è cassaintegrato (60%) o in cerca di nuova occupazione (58,8%). Perdita di lavoro e divorzio sono i fatti che più di altri segnano un deciso crollo economico: si sprofonda nella povertà, evidenzia l’Eurispes, a causa della perdita del lavoro (76,7%), a seguito di una separazione o un divorzio (50,6%), a causa di una malattia propria o di un familiare (39,4%), della dipendenza dal gioco d’azzardo (38,7%) o della perdita di un componente della famiglia (38%).

poverta-sanitariaLe spese? Si taglia sui beni considerati superflui ma anche sulle spese mediche. Secondo il 51,5% degli italiani la riduzione del proprio potere di acquisto è stata nulla o poco rilevante (erano il 46,8% lo scorso anno), al contrario il 48,5% ha visto erodere la propria capacità di spesa (nel 2016, il 53,1%). Nel corso dell’anno si è comunque risparmiato su pasti fuori casa (70,9%), estetista, parrucchiere, articoli di profumeria (66,2%), viaggi e vacanze (68,6%). Sono rimasti pressoché stabili i tagli sui regali (75,6%) e per il tempo libero (64,8%). Si acquista meno in grandi magazzini, mercatini e outlet e meno nei discount mentre per l’acquisto di generi alimentari il 69,7% (+1,7%) dei consumatori cambia marca di un prodotto se più conveniente. Si compra meno al mercato dell’usato (25,1%, -4,2%) e online (40,4%, -3,7%), mentre iniziano a diffondersi formule di baratto tramite Internet (17,8%). I dati che più fanno riflettere – la tendenza ormai è stata denunciata da più parti – è quello delle persone che sono state costrette a tagliare le spese mediche (38,1%, +3,9%) insieme al maggiore utilizzo dei mezzi pubblici per risparmiare sulla benzina (47,4%, +8%). I tagli hanno colpito anche le spese dedicate agli animali domestici (32,3%, +6,4%), alla baby sitter (62,5%, +14,3%), alla donna delle pulizie/domestici (43,7%, +6,5%).

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