Fast food e franchising, Consumatori denunciano McDonald’s all’Unione europea

McDonald’s abusa della propria posizione dominante, limitando la libertà di scelta e la qualità dei servizi (che costano cari) ai cittadini: è l’accusa che i consumatori rivolgono al colosso del fast food. E ora passano all’azione: Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Cittadinanzattiva hanno infatti depositato a Bruxelles una denuncia contro McDonald’s per violazioni antitrust.

McdonaldsGli affari del colosso non sono legati solo all’hamburger e al fast food ma anche agli interessi nel franchising e nel comparto immobiliare, dove McDonald’s impone canoni di locazione decisamente alti e spesso superiori a quelli di mercato. E questo comporta prodotti più cari nei locali in franchising rispetto ai ristoranti gestiti direttamente dalla multinazionale.

A presentare la denuncia è stata una coalizione di associazioni di consumatori italiane formata da Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Cittadinanzattiva con il sostegno del sindacato americano Service Employees International Union (SEIU) e del sindacato europeo European Federation of Trade Unions in the Food, Agriculture and Tourism (EFFAT). Se l’accusa venisse confermata, la multinazionale potrebbe essere multata fino a 9 miliardi di dollari.Questa denuncia mostra come le pratiche anticoncorrenziali e la gestione dell’azienda danneggiano i consumatori – dicono le tre associazioni – Chiediamo urgentemente alla Commissione Europea di esaminare il sistema di franchising di McDonald’s e di prendere tutte le misure necessarie per porre fine alle regole imposte ai franchisee che generano un danno ai consumatori”.

I consumatori hanno presentato oggi a Bruxelles la denuncia formale nei confronti di McDonald’s: secondo la denuncia la catena di ristoranti fast food abuserebbe della propria posizione dominante nel mercato europeo, con pratiche distorsive della concorrenza che danneggiano sia i concessionari dei franchising sia i consumatori. Nella denuncia si chiede alla Commissione europea di indagare sulle disposizioni contrattuali che McDonald’s impone ai propri franchisee, che avrebbero un effetto negativo sulla libertà di scelta dei consumatori, sui prezzi e sulla qualità dei prodotti e dei servizi in Europa: gli accordi di franchising violerebbero le norme sulla concorrenza stabilite dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Qual è l’accusa? Spiega la coalizione di consumatori che McDonald’s ha grandi ricavi dai canoni di locazione con affitti a prezzi più alti di quelli di mercato: “McDonald’s, tuttavia, non vende solo hamburger: è anche il principale licenziatario di franchising e il più grande proprietario immobiliare del mondo. Secondo la denuncia gran parte dei suoi ricavi in Europa sarebbe generata proprio dai canoni di locazione: il 66% degli utili ricevuti dai franchisee deriva infatti da affitti che sono fino a dieci volte più alti dei prezzi di mercato. Sono inoltre ben più alti di quelli pagati dai diretti concorrenti. In Francia, per esempio, i licenziatari di McDonald’s pagano l’84% in più rispetto a quanto versato da operatori come Quick, la grande catena di fast food d’oltralpe. I margini derivanti dal settore immobiliare varierebbero tra il 63 e il 77% in Francia, tra il 61 e il 77% in Italia e tra il 65 e il 74% nel Regno Unito”. A questo si aggiungono contratti penalizzanti, che prevedono ad esempio una durata contrattuale molto lunga, spese elevate, patti di non concorrenza sbilanciati, una ferrea politica aziendale di definizione della location del ristorante.

Tutto questo, spiegano le associazioni firmatarie della denuncia, si riverbera direttamente sui prezzi dei prodotti venduti ai consumatori, che nei negozi in franchising sono più cari, e di molto. Una ricerca fatta nei ristoranti McDonald’s in Europa ha messo in evidenza che “la maggior parte dei prodotti nei locali in franchising è più cara rispetto a quelli dei ristoranti direttamente gestiti dalla multinazionale – denuncia la coalizione – A Bologna, per esempio, il 97% dei prodotti nei menù dei locali in franchising ha un prezzo più alto rispetto agli stessi prodotti nei ristoranti gestiti da McDonald’s. A Roma il 68%, a Marsiglia il 79%. In Europa, inoltre, i ristoranti in franchising hanno meno staff e quindi tempi di attesa più lunghi e un servizio di minore qualità”.

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