Giochi, a febbraio e marzo spesa in calo. Ma non per tutti

Sorpresa: a febbraio e marzo, per la prima volta in due mesi consecutivi, gli italiani hanno ridotto la spesa per i giochi. È quanto afferma l’agenzia specializzata Agicos, per la quale “il 2012 potrebbe essere un anno “storico” per il mercato del gioco in Italia. Nonostante l’aumento dell’offerta di gioco, per la prima volta per due mesi consecutivi (febbraio e marzo) la spesa reale per il gioco è in calo. La spesa reale si ottiene sottraendo dalla spesa complessiva la parte che torna ai giocatori sotto forma di vincite”.

Il calo della spesa riguarda in realtà i giochi tradizionali – quali Gratta&Vinci, Superenalotto, Winforlife, Lotto – mentre di tutt’altro tenore è l’andamento dei nuovi giochi, di videolotteries, poker e casinò online, come si evince dalle dichiarazioni di Giovanni Carboni, dello studio Carboni & Partners, azienda specializzata nell’elaborazione dati sul mercato del gioco, riportate dalla stessa Agicos. Dice Carboni: “Siamo arrivati alla svolta epocale, che sorprenderà solo chi non sa leggere i dati. La spesa del gioco legale è stata l’anno scorso 18,4 miliardi di euro. Ma ora la spesa è addirittura in calo. Lo è stata per due mesi consecutivi: febbraio e marzo. E ciò nonostante l’effetto dell’assorbimento del gioco illegale. Confrontando i dati ufficiali con quelli del 2011 la spesa del gioco legale degli italiani aumenta nel trimestre del 1,5%, ma solo per il traino di gennaio quando c’era stato un aumento del 10,7%, perché  a febbraio c’è stato un calo del 2,6% ed a marzo un calo del 3,1%”. Prosegue affermando la spesa per le newslot e le videolotterie aumenta del 12% sul trimestre, ma l’aumento è stato minore, pari al 6,6%, a marzo. “Poker e casinò online aumentano del 50% rispetto all’anno scorso, quando c’era solo il poker a torneo, ma rappresentano solo il 3% del totale della spesa del gioco lecito. La spesa totale di tutti gli altri giochi leciti complessivamente cala del 9,5% nel trimestre rispetto al 2011. Nonostante l’effetto traino di Videolotteries e giochi online e il connesso riassorbimento del gioco illegale – conclude Carboni – la spesa del gioco legale potrebbe risultare inferiore a quella del 2011, e comunque ben al di sotto di 20 miliardi, sotto il 2% della spesa per consumi finali delle famiglie”.

Di tutt’altro tenore le denunce di recenti inchieste, mozioni parlamentari e iniziative della società civile e del mondo politico, per il quale il mercato di giochi, concorsi a premio, lotterie e scommesse è in continua crescita e muove una spesa complessiva che nel 2011 ha sfiorato gli 80 miliardi di euro, in aumento del 30% sul 2010. Il fatturato dell’industria del gioco è il triplo di quello francese e spagnolo e il più alto del mondo per le lotterie istantanee. La spesa media procapite per giochi e scommesse ammonta, secondo il recente dossier Azzardopoli di Libera, a 1260 euro annui, neonati compresi. Giocano quattro italiani su dieci. Un adolescente su dieci gioca d’azzardo. E secondo l’Organizzazione mondiale della sanità gli italiani affetti da ludopatia sono circa un milione.

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