Istat: consumatori più fiduciosi

In aumento la fiducia dei consumatori. L’Istat ha rilevato che ad aprile l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta a 86,3 da 85,3 di marzo. Aumenta la componente riferita al quadro economico (l’indice passa da 69,2 a 73,5), mentre diminuisce quella relativa al clima personale (da 91,4 a 90,5). Le valutazioni sulla situazione economica della famiglia migliorano (il saldo passa da -75 a -73 per i giudizi e da -30 a -29 per le attese). Diminuisce il saldo dei giudizi sul bilancio familiare (da -23 a -28).Le opportunità attuali di risparmio e le attese sulle possibilità future sono in calo (da 132 a 121 e da -81 a -90 i rispettivi saldi). Le opinioni dei consumatori sull’opportunità di acquistare beni durevoli migliorano: il saldo passa da -114 a -102. Il saldo dei giudizi sull’evoluzione recente dei prezzi al consumo è in diminuzione (da 50 a 37). Le valutazioni sull’evoluzione dei prezzi nei prossimi dodici mesi indicano una attenuazione della dinamica inflazionistica (il saldo passa da 2 a -3). A livello territoriale, il clima di fiducia aumenta nel Nord-ovest nel Centro e nel Mezzogiorno, mentre diminuisce nel Nord-est.

Se per il futuro le aspettative dei consumatori sono ottimiste, non può dirsi altrettanto per il presente. Parlando al Senato, nel corso dell’audizione sul Def 2013, il presidente Enrico Giovannini ha sottolineato che “la crisi continua a pesare sui bilanci delle famiglia”: nel 2012 il 62,3% delle famiglie ha fatto acquisti nei luoghi di distribuzione a prezzi più contenuti e riducendo la quantità e o la qualità dei prodotti, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente.

Secondo la Coldiretti, i consumatori hanno ridotto drasticamente i prodotti alimentari, dalla frutta (-4 per cento) agli ortaggi (-3 per cento), dal grana padano (-7 per cento) al parmigiano reggiano (- 3 per cento) fino alla carne bovina che registra un calo delle macellazioni del 7 per cento nel primo trimestre nel 2013. Ma non solo. Numerosi segnali evidenziano un abbassamento del livello qualitativo degli alimenti acquistati dagli italiani come ad esempio il raddoppio in dieci anni delle importazioni (27,3 milioni di chili nel 2012) dei formaggi similgrana dall’estero che fanno concorrenza alla produzione nazionale di Parmigiano Reggiano e Grana Padano a denominazione di Origine Protetta (Dop) senza averne le qualità.

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