Istat: in calo produzione industriale. I commenti

La produzione industriale torna a segnare un deciso calo a dicembre. E’ quanto rileva l’Istat secondo cui l’indice destagionalizzato è diminuito dello 0,9% rispetto a novembre.Tiene invece il dato del trimestre, con un incremento dello 0,7% tra ottobre e dicembre rispetto ai tre mesi precedenti. Nel dettaglio, a dicembre l’indice destagionalizzato registra una variazione positiva nel comparto dei beni intermedi (+0,1%), mentre diminuiscono i comparti dei beni strumentali (-2,5%), dei beni di consumo (-0,4%) e dell’energia (-0,2%). A livello tendenziale si registra un solo aumento nel comparto dei beni intermedi (+5,6%). Segnano una flessione i beni strumentali (-5,6%), l’energia (-3,2%) e, in misura più contenuta, i beni di consumo (-1,0%).Per quanto riguarda i settori di attività economica, a dicembre 2013, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+8,0%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+7,5%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,4%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a (-9,9%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,9%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-6,5%).

Secondo quanto rilevato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori la contrazione dei consumi nel triennio 2012-2013-2014 toccherà quota -9,2% (che equivale ad una caduta della spesa delle famiglie di circa 65,7 miliardi di Euro, pari a una minore spesa di 2.638 Euro a famiglia). Motivo per cui – spiegano Federconsumatori e Adusbef in una nota – è necessario operare una netta inversione di tendenza da parte del Governo mettendo in atto una seria politica di riduzione degli sprechi che vada, invece, a dare sospiro alle famiglie.

Identica la presa di posizione del Codacons secondo cui “se non si blocca la caduta libera dei consumi, ridando capacità di spesa al 50% delle famiglia più in difficoltà, ci vorranno decenni. Questa deve essere, quindi, la nuova priorità del Governo: aiutare chi fatica ad arrivare a fine mese”.

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