Istat, nel 2011 – 0,8% del potere d’acquisto famiglie, si risparmia meno

Nel 2011 il reddito disponibile delle famiglie italiane è aumentato in termini correnti dell’1,9%, ma il potere d’acquisto è diminuito dello 0,8% (per l’aumento dei prezzi). E’ scesa anche la propensione al risparmio delle famiglie: dal 9,7% del 2010 all’8,8%. E’ quanto emerge dal quadro dei Conti economici nazionali che l’Istat rivede ogni anno ad ottobre.  Secondo Federconsumatori e Adusbef il potere d’acquisto delle famiglie è sceso dell’11,8% dal 2008 ad oggi, che equivale ad una perdita di quasi 3.500 euro a famiglia.

Nel 2011 il Pil è cresciuto dello 0,4%, spinto dalle esportazioni di beni e servizi (+6%) e in misura molto minore dalle importazioni (+0,6%). Nel 2011 la spesa per i  consumi finali delle famiglie residenti ha registrato un incremento dello 0,1%. Nell’ambito dei consumi finali interni, la componente dei servizi è aumentata dell’1,3%, mentre quella dei beni è diminuita (-0,8%); particolarmente marcata è stata la flessione della spesa per i generi alimentari (-1,3%)

“Prosegue la lunga lista di dati negativi sulle condizioni economiche delle famiglie e dell’intera economia – commentano Federconsumatori e Adusbef – Dati già drammatici, che, purtroppo nella realtà sono ancora peggiori di quanto rilevato dall’Istat”. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, il potere di acquisto delle famiglie è sceso di oltre l’11,8% dal 2008 ad oggi: che equivale ad una perdita media di circa 3.492 euro a famiglia.

“Una vera catastrofe dal momento che, complessivamente, tale perdita si traduce in una minore disponibilità nel mercato di 83,8 miliardi di euro (dal 2008). In più nel 2012 i consumi rischiano di raggiungere il disastroso record del -5%, di cui oltre il -2,5% solo nel settore alimentare. Dati spaventosi che porteranno, secondo le Associazioni, a continue revisioni al ribasso del Pil che è un miracolo se riuscirà ad attestarsi al -2,6%.

“Tenere gli occhi chiusi di fronte ad una situazione simile è da irresponsabili. Bisogna smetterla di parlare unicamente di bilanci e conti pubblici: è ora di tornare a pensare alle famiglie ed alla crescita economica” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Senza una seria azione in tal senso, che preveda la ripresa del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso (attraverso un processo di detassazione che parta dalla tredicesima mensilità), e senza un determinato piano di rilancio degli investimenti per lo sviluppo tecnologico la situazione economica del nostro Paese continuerà ad involversi su sé stessa, producendo effetti sempre più gravi. Un primo passo in questo senso – concludono i Presidenti – deve essere il sostegno alla Tobin Tax europea il prossimo 18 e 19 ottobre, grazie ai cui introiti si potranno finanziare in parte le operazioni appena descritte”.

“L’autunno nero dei consumi ormai è una realtà. Gli italiani continuano a tagliare sul carrello e neppure l’estate, con le ferie e le quattordicesime, è servita a risollevare le sorti degli acquisti – commenta la Cia-Confederazione italiana agricoltori – Ad agosto persino alimentari e bevande, voce primaria e irrinunciabile del bilancio familiare, hanno subito un vero e proprio tracollo, con un calo tendenziale del 3,9% in quantità e dello 0,6%. Sale quindi l’allarme rispetto agli ultimi mesi dell’anno, quando le famiglie già in bolletta dovranno affrontare le scadenze fiscali di fine 2012, a partire dall’Imu“. “D’altra parte – conclude la Cia – già nel 2011 ogni famiglia italiana ha dovuto sborsare più per il capitolo trasporti, carburanti ed energia (483 euro al mese) che per cibo e bevande (477 euro al mese). Uno stravolgimento pericoloso che la dice lunga sulla situazione degli italiani, che in un caso su tre arrivano a ridurre anche beni di prima necessità come gli alimentari”.

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