Istat: rallenta la spesa delle famiglie. Preoccupati i Consumatori

L’Istat parla di un deciso rallentamento della spesa delle famiglie rispetto agli anni precedenti: +0,9%. Il recupero dovrebbe avvenire nel 2019 con un +1,2% grazie agli effetti positivi delle politiche fiscali indicate nella Legge di Bilancio. In rallentamento anche la crescita del prodotto interno lordo (Pil) +1,1% e in lieve accelerazione nel 2019 (+1,3%).

Il proseguimento della dinamica positiva del mercato del lavoro determinerebbe un aumento dell’occupazione nell’anno corrente (+0,9% in termini di unità di lavoro), contribuendo a una progressiva diminuzione del tasso di disoccupazione (10,5%). Nel 2019, la crescita delle unità di lavoro è attesa proseguire allo stesso ritmo (+0,9%), accompagnata da un’ulteriore riduzione della disoccupazione (10,2%).

L’aumento dello 0,9% è un dato insoddisfacente per il Codacons. Troppo poco per una ripresa economica. I consumi interni, come più volte denunciato, –  spiega il Presidente Carlo Rienzi – sono ancora lontani dal tornare ai livelli pre-crisi, e il rallentamento della spesa danneggia l’intera economia nazionale, con ripercussioni dirette sul commercio e sull’industria”. “Chiediamo al Governo Lega-M5S un deciso cambio di rotta rispetto al passato, e l’adozione di misure specifiche per sostenere la spesa e spingere i consumi delle famiglie, partendo proprio dalle liberalizzazioni nel settore del commercio e dall’abolizione dei saldi di fine stagione” – conclude Rienzi.

Un dato che conferma come il nostro sistema economico risenta di una grave battuta di arresto che, a nostro avviso, il Governo sta sottovalutando. E’ invece il commento di Federconsumatori. “Chiediamo un intervento mirato a costruire basi stabili per una crescita duratura, attraverso un piano di investimenti di lungo periodo che coinvolgano la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.” – dichiara Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori – “È questa la risposta che i cittadini attendono per poter, dopo tanti anni, tornare a progettare il proprio futuro sulla base di opportunità di lavoro reali e non solo di temporanee e precarie forme di sostegno.”

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