Natale 2011: taglio ai regali e alla solidarietà

Natale all’insegna del risparmio: si spenderà di meno, si faranno meno regali, e la tredicesima finirà in gran parte a coprire le spese per la casa e la famiglia, il mutuo e i conti non saldati. Quello che rimane, finisce sotto il materasso. Si taglia anche alle voci “solidarietà” ed “ecologia”. Ci si rifugia in casa, aspettando forse tempi migliori. Che il prossimo Natale non sarà gaudente e opulento lo dicono tutte le previsioni e le analisi disponibili: le famiglie sono alle prese con una crisi economica che sentono sempre più sfiancante e si adeguano. L’ultima indagine è quella di Confesercenti-Swg, che evidenzia come la paura del futuro spinga due italiani su tre a spendere meno. L’acquisto dei regali diminuisce del 14% rispetto allo scorso anno. E i 41 miliardi delle tredicesime serviranno soprattutto a saldare i conti e a incrementare il risparmio.

Il calo della spesa sarà evidente su tutti gli acquisti natalizi e il 64% degli italiani spenderà meno per questo Natale e Capodanno rispetto all’anno passato, in particolare per i regali, la cui spese media familiare è in flessione del 14%. L’83% ha tagliato le spese, soprattutto quelle riguardanti l’abbigliamento e le vacanze. Tra i pochi in viaggio, cresce però la quota diretta fuori Italia (più 9%), forse alla ricerca di prezzi più contenuti.

In un contesto del genere, si segnalano due grandi dinamiche: la solidarietà è in calo, “come se le famiglie italiane si chiudessero in se stesse, alle prese con i propri problemi e anche alla ricerca dell’unità familiare nelle feste”, rileva l’indagine; allo stesso tempo, aumentano ancora le differenze sociali fra i ricchi e i poveri, il gap fra chi è in vantaggio e chi rischia di scivolare in condizioni sempre più difficili. Rileva la ricerca: “aumenta la forchetta tra chi può e chi non può: l’élite, il gruppo dei più ricchi, incrementa sempre più il proprio vantaggio rispetto alle fasce di popolazione in maggiore difficoltà. Specularmene aumentano i ‘nuovi poveri’: quelle persone che se, fino a qualche tempo fa, riuscivano a vivere moderatamente bene, oggi risultano più prossimi alle fasce più modeste”.

Il 36% della tredicesima verrà usata per spese in casa e famiglia; il 20% servirà a coprire spese già sostenute e non saldate; il 7% andrà per il mutuo; quasi un quarto sarà destinata al risparmio. Per i regali, giocheranno un ruolo soprattutto quelli adatti in ogni occasione – anche perché in molte occasioni le famiglie cercheranno di cavarsela con un panettone o una bottiglia di vino. I generi alimentari verranno infatti acquistati dall’83% degli intervistati; segue, con il 54%, l’abbigliamento; libri e giocattoli verranno comprati rispettivamente dal 51% e dal 49% degli intervistati. I regali più costosi, come i prodotti tecnologici, sono appannaggio dei giovanissimi, dei laureati, di chi non ha figli.

Il tablet sotto l’albero è il regalo più gettonato per i giovani. Analizzando l’orientamento degli acquisti rispetto ai prodotti tecnologici, al primo posto ci sono accessori e utility per computer, seguiti dall’acquisto di computer portatili (in flessione del 3% rispetto allo scorso anno) e dai tablet non a marchio Apple (che invece aumentano le intenzioni di acquisto del 5% rispetto al 2010). Il tablet, considerata anche la quota di iPad, è l’oggetto del desiderio tecnologico per questo Natale, specie per i 25-34enni. Appeal anche per il nuovo iPhone.

La crisi economica fa però tagliare su ecologia e solidarietà. Gli orientamenti di acquisto segnalano in flessione, rispetto allo scorso anno, i prodotti quali gli alimentari a km 0, scelti da un terzo degli intervistati ma in calo del 10%; i prodotti biologici, che raccolgono un 28% di intenzioni di acquisto a fronte del 37% dell’anno scorso; ancor più i prodotti del mercato equo e solidale, che passano dal 40% del 2010 al 27% di quest’anno.

Le ristrettezze economiche contraggono anche lo spazio, il denaro e il tempo da dedicare alla solidarietà. Secondo l’indagine Confesercenti-Swg, infatti, si riduce la spesa e le donazioni in denaro passano dal 46% al 35%, gli acquisti che comprendono un’azione di solidarietà scendono dal 47% al 37%, e la voglia o la possibilità di mettere a disposizione il proprio tempo cala dal 31% al 20%.

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