Natale, Adoc: crolla spesa per i regali, aumentano doni riciclati

Diminuisce del 16% la spesa per i regali di Natale. Un dono su tre è riciclato perché chi non compra riutilizza quanto ricevuto – caso tipico, un cesto alimentare ricevuto in dono e “girato” ad altri – e il 15% è un regalo “fai da te”. Il budget a disposizione è molto contenuto: solo il 7% degli italiani spenderà più di 60 euro per un singolo regalo, mentre il 41% oscillerà fra 20 e 40 euro, il 18% fra 20 e 40 euro, e il 34% non andrà oltre 20 euro a regalo.Che questo Natale sia all’insegna del risparmio è riconosciuto da tutti, con consumi in contrazione a partire proprio dai regali. Secondo le stime dell’Adoc, sarà un Natale “nerissimo per i consumi”, con una spesa in calo del 16% per i regali e il “boom del riciclo e dell’usato”. Aumentano solo gli acquisti di confezioni alimentari e prodotti gastronomici, insieme a quelli per salute e benessere; in flessione tutti gli altri, soprattutto abbigliamento e calzature ma anche prodotti hi tech.

 “Stimiamo che a Natale le famiglie spenderanno circa il 16,6% in meno dello scorso anno, per una media di 300 euro – commenta Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – un crollo causato dai continui rincari, dall’aumento dell’Iva e delle tariffe. Chi non compra, ricicla. Quest’anno un regalo su tre è di seconda mano, il 15% è addirittura fai da te. Crescono del 10% anche i baratti. Negli Stati Uniti da anni vi sono siti che si occupano di riciclare regali, e sono molto frequentati in questo periodo, ma anche da noi, colpa anche della crisi, la crescita del riciclo è esponenziale. In fondo la pratica del riciclo, se non cade nel cattivo gusto, può essere un sistema giusto per evitare gli sprechi, e un buon cesto alimentare riciclato, può tante volte far felici persone che non se lo potrebbero permettere”.

Regali low cost anche per i bambini, che vedranno arrivare sotto l’albero meno regali dispendiosi a vantaggio di beni più duraturi, come lezioni d’arte o gite istruttive. Per l’Adoc, probabilmente l’abbigliamento non riuscirà a invertire la tendenza in flessione neanche per i saldi, che andrebbero invece anticipati. Spiega Pileri: “In altri Paesi, come negli Stati Uniti, la stagione dei saldi parte a fine novembre e le famiglie mettono a disposizione un budget di circa 900 dollari, in Inghilterra partono prima di Natale e la spesa si aggira sulle 500 sterline. Con l’anticipo si potrebbe fornire uno slancio ai consumi natalizi, con vantaggi sia per le famiglie che per i commercianti”.

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