Natale, sprecato cibo per 1,3 miliardi di euro

La crisi economica c’è e si vede. Ma non blocca lo spreco alimentare: dalla vigilia di Natale a Capodanno, sono finite dal tavola al bidone della spazzatura 440 mila tonnellate di cibo, pari al 20% della spesa degli italiani. Nella pattumiera gli italiani hanno gettato soprattutto carne, latticini, uova, pane, frutta e verdura. Oltre 1,3 miliardi di euro in cibo sono stati sprecati.Un vero sperpero di risorse, e uno schiaffo alla miseria, costato più di 50 euro a famiglia. I dati sugli sprechi alimentari durante le festività natalizie vengono da un’indagine della Cia-Confederazione italiana agricoltori e fotografano purtroppo una tendenza difficile da combattere. Spiega la Cia: “Dalla Vigilia di Natale a Capodanno sono finite nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo, per un valore complessivo di 1,32 miliardi di euro, più di 50 euro a famiglia. Un vero schiaffo alla miseria che ha ridimensionato le sue cifre del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma non si tratta di un gran traguardo, se si considera che i piatti delle festività quest’anno si sono “alleggeriti” del 10%”. Insomma: la diminuzione dello spreco deriva dal fatto che si è comprato di meno, non da abitudini più virtuose.

Sono finiti nella spazzatura soprattutto latticini, carne e uova (pari al 43% del cibo buttato), pane (22%), frutta e verdura (19%), un po’ meno pasta e dolci (rispettivamente 4% e 3%). Praticamente il 20% della spesa fatta dagli italiani per le feste è finita nelle buste della spazzatura e, commentano gli agricoltori, “neanche la crisi è riuscita a contenere questo fenomeno: da questo punto di vista, infatti, le abitudini delle famiglie sono cambiate di poco, facendo registrare complessivamente una lieve contrazione (meno 2%) del cibo sprecato, mentre a scendere del 10% è stata la quantità di cibo acquistata. Troppo poco: a finire nel bidone dell’immondizia è stato quasi un quinto delle portate preparate per allestire le tavole delle Feste. Tutto ciò a dispetto della recessione alle porte”.

L’indagine evidenzia che gli sprechi maggiori si sono concentrati soprattutto durante le festività di Natale, quando sarebbe finito nei cassonetti cibo per quasi 90 milioni di euro.

Il fenomeno dello spreco alimentare può essere analizzato da diversi punti di vista. A concorrere allo spreco possono essere un eccesso di acquisto generico, la frenesia del comprare che porta ad approfittare di promozioni (quali il 3 per 2) col risultato di riempire le case di prodotti in eccesso, talvolta una scarsa comprensione del limite massimo di consumo del singolo prodotto – anche se durante le feste è facile ipotizzare che una delle cause sia la preparazione di cibo in eccesso rispetto alle esigenze familiari.

Se si guarda poi al dato internazionale, la portata dello spreco si fa letteralmente drammatica: secondo un recente studio della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ogni anno vengono sprecati o perduti 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, circa un terzo degli alimenti prodotti per il consumo umano. In Europa e in Nord America lo spreco pro capite dei consumatori è calcolato intorno ai 95-115 kg all’anno, mentre in Africa sub-sahariana e nel sudest asiatico ammonta a soli 6-11 kg l’anno.

In Italia, uno studio dell’Adoc ha calcolato che nel 2011 ogni famiglia ha buttato nel cassonetto il 7% della spesa alimentare effettuata (feste escluse), pari a 335 euro. Uno spreco in calo rispetto all’anno precedente, ma comunque consistente.

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