Contratti a distanza, aumentano i diritti dei consumatori

Finalmente i consumatori saranno più tutelati nei contratti a distanza, cioè in quelli stipulati al di fuori dei locali commerciali (ad esempio al telefono o su Internet): avranno più informazioni precontrattuali e potranno godere a pieno del diritto di recesso. L’ultimo Consiglio dei Ministri ha recepito, con un decreto del Dipartimento delle Politiche comunitarie e del Ministero dello Sviluppo economico, la direttiva europea 2011/83 sui diritti dei consumatori, che “scadeva” il 13 dicembre.

Ricevendo maggiori informazioni precontrattuali, il consumatore può scegliere in modo consapevole (anche se è lontano dal venditore) quando e se procedere all’acquisto. Tra le informazioni obbligatorie ci saranno le caratteristiche dei beni o dei servizi, l’identità del professionista, indirizzo e numero di telefono, il prezzo totale dei beni comprensivo delle imposte.

Nel caso di un contratto a distanza il venditore deve informare il potenziale acquirente anche sul costo dell’uso del mezzo di comunicazione che si utilizzerà per la conclusione del contratto, nonché le condizioni del diritto di recesso.

In caso di accettazione da parte del consumatore, il venditore è tenuto a fornire una copia del contratto firmato o la conferma del contratto su supporto cartaceo o con altro mezzo “durevole”. Nelle  vendite telefoniche si prevede addirittura che il consumatore sia vincolato al contratto “solo dopo aver firmato l’offerta o dopo averla accettata per iscritto”, almeno attraverso la firma digitale.

Ma c’è un’altra grande novità: il diritto di recesso viene esteso a 14 giorni, dalla sottoscrizione del contratto nel caso dei servizi e dalla ricezione nel caso dei beni, “senza fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi diversi” ad eccezione di quelli accettati per la consegna dei beni che si applicano quindi anche alla restituzione.

Infine, vengono fissati tempi certi per la consegna: 30 giorni tassativi salvo diverso accordo tra le parti. Se i giorni concessi dal cliente vengono superati, è possibile risolvere il contratto e pretendere il risarcimento del danno.

La direttiva permette anche ai professionisti di poter operare in maniera più trasparente e funzionale sia nel mercato interno che in quello transfrontaliero grazie ad una maggiore armonizzazione delle informazioni. Questo dovrebbe generare notevoli risparmi (in termini di oneri amministrativi) per le imprese che desiderano vendere “in Europa” con le stesse modalità di vendita nazionali, le stesse condizioni contrattuali standard e gli stessi materiali informativi. L’obiettivo del provvedimento è quello di favorire le vendite on line, che comunque in un periodo di crisi economica continuano a crescere.

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