Europa: controversie transfrontaliere, al via consultazione per migliorare strumento

Dopo l’ok alla direttiva europea sulle ADR (Alternative Dispute Resolution) e al regolamento sulla piattaforma ODR, per la risoluzione online delle controversie, l’Europa spinge ancora l’acceleratore per migliorare i diritti dei consumatori. Lo fa avviando una consultazione pubblica sul procedimento europeo attualmente in vigore per le controversie transfrontaliere di piccola entità, che non superano i 2.000 euro.

La Commissione europea ha deciso di raccogliere i pareri di consumatori, imprese e opinione pubblica su come si possa migliorare e semplificare l’accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere di modesta entità. L’obiettivo è quello di accrescere la fiducia negli acquisti transfrontalieri, aiutando i consumatori e le imprese a sfruttare appieno le potenzialità del mercato unico europeo.

La consultazione durerà fino al 10 giugno 2013, dopodiché la Commissione valuterà i contributi pervenuti ed entro la fine del 2013 riferirà sul funzionamento del procedimento a 5 anni dalla sua introduzione. Il procedimento europeo per controversie di modesta entità è uno strumento semplice ed economico; aiuta il consumatore a far valere i suoi diritti, ad esempio in caso di mancata consegna di merci ordinate da un altro paese dell’UE. Ma dalla relazione presentata lo scorso anno dalla rete dei centri europei dei consumatori è emerso che questo strumento di facile impiego è ancora poco conosciuto e spesso sottoutilizzato.

Si pensa quindi ad una revisione del regolamento (applicare il procedimento anche alle controversie di importo superiore ai 2.000 euro, possibilità di inviare online la relativa documentazione giuridica). La vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE alla Giustizia, ha dichiarato: “Andare a caccia di buoni affari oltrefrontiera è un modo per i consumatori di ottenere le migliori condizioni nel mercato unico dell’UE e acquistando online esse sono ancor più a portata di mano. Ma talvolta qualcosa va storto: possono insorgere problemi con i prodotti o con la consegna. Per evitare procedure legali lunghe, costose e difficili, l’UE agevola ai consumatori europei l’accesso alla giustizia affinché possano esercitare in maniera concreta i loro diritti.”

Sui mercati nazionali, negli ultimi 12 mesi, circa il 20% dei consumatori europei dichiara di aver incontrato problemi con un prodotto, un servizio, un dettagliante o un fornitore. Il valore medio stimato delle perdite è di 375 euro per caso. Il 60% dei consumatori intervistati ha trovato una soluzione soddisfacente direttamente con il commerciante ma il restante 40% non ha ottenuto soddisfazione e, di questi, il 25% non ha neppure tentato di reclamare. Il numero di consumatori che agisce in giudizio contro imprese quando ha un problema è poca cosa (2% di coloro che hanno incontrato un problema, negli ultimi 12 mesi). Di essi, molti (26%) sostengono di non aver reclamato per l’esiguità dell’importo in questione; alcuni (13%) ritengono il procedimento troppo oneroso rispetto alla somma reclamata, altri (12%), lo ritengono troppo lungo.

Per invogliare i consumatori ad utilizzare questo strumento la Commissione racconta un esempio di caso risolto con il procedimento per le controversie di modesta entità. Un consumatore austriaco aveva ordinato abiti da surf da un sito web tedesco e pagato 228 euro in anticipo tramite bonifico bancario. Il venditore non aveva consegnato la merce né aveva rimborsato il prezzo d’acquisto. Il consumatore ha avviato un procedimento europeo per le controversie di modesta entità e il giudice competente a Linz ha emesso una sentenza a suo favore, successivamente eseguita dalle autorità tedesche a Charlottenburg. Il consumatore ha ottenuto la restituzione del prezzo d’acquisto.

A partire dal 2013, i consumatori in 7 paesi pilota (Portogallo, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Repubblica ceca e Austria) potranno compilare i moduli per le controversie di modesta entità e portare a termine l’intero iter giudiziario per via elettronica, attraverso il portale “e-Justice”. La versione elettronica dei moduli standard è già disponibile online (in 22 delle lingue ufficiali dell’UE).

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