Costa Concordia, nessun termine per accettare proposta risarcimento

“Non c’è alcun termine per aderire alla transazione collettiva siglata tra Costa Crociere e le Associazioni di consumatori“. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), smentendo le voci secondo le quali l’offerta della compagnia andrebbe accettata entro il 14 febbraio 2012. Dona precisa anche l’accordo non è vincolante ma aderendo non si incorre nelle lungaggini giudiziarie. Dunque “i consumatori che intendono reclamare un maggior danno potranno agire nelle sedi che riterranno più convenienti”.  “Nell’accordo – conclude Dona – rientra anche la possibilità, valida anche per tutti i clienti Costa Crociere, di disdire future crociere già prenotate e, solo per questo annullamento è previsto un termine che scadrà il 7 febbraio prossimo”.

Sul fronte giudiziario, invece, Confconsumatori ribadisce di aver “fiducia nell’operato dei Magistrati della Procura di Grosseto che vanno necessariamente lasciati lavorare in tutta serenità, senza pressioni temporali, al fine di far emergere la verità di quanto è avvenuto il 13 gennaio scorso. Soltanto quando saranno accertati i fatti e le responsabilità si potranno determinare anche i risvolti civilistici della vicenda”.

Confconsumatori ritiene, inoltre, che il danno arrecato dal naufragio non colpisca soltanto i malcapitati passeggeri, ma anche gli abitanti e gli esercizi commerciali dell’Isola del Giglioi quali “dovrebbero costituirsi parte civile sia attraverso il Comune che singolarmente o comunque- appena saranno chiuse le indagini- agire nelle opportune sedi civilistiche quantificando i loro danni che non sono di poco conto”.

Ma non solo. Confconsumatori chiede a Costa Crociere di “riaprire il tavolo di trattative coinvolgendo anche le Associazioni dei Consumatori degli altri Paesi”. Mara Colla, presidente di Confconsumatori, così prosegue: «Costa Crociere dimostri nei fatti, finalmente, rispetto per la sorte toccata ai naufraghi. E se davvero interessa al Management della Società di non dover rispondere a centinaia, se non migliaia, di cause civili per danni patrimoniali, da vacanza rovinata, danni morali e danni biologici, oltre a centinaia o migliaia di costituzioni di parte civile nel processo penale, questo è il momento di agire».

 

 

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