Crisi e Compro Oro, Adoc: la truffa è dietro l’angolo

Con i Compro Oro la truffa è dietro l’angolo. Il settore ha conosciuto un vero e proprio boom – in un anno gli esercizi sono aumentati del 15% e i consumatori che hanno venduto i propri preziosi sono aumentati del 20% – e c’è il rischio che il fenomeno continui, con l’illusione di un guadagno facile e immediato, specialmente in periodo di crisi economica o con l’esigenza di risanare le proprie finanze. Niente di più sbagliato per l’Adoc, che chiede maggiori controlli su tali attività.

Consigliamo ai consumatori di non farsi prendere dalla frenesia di cedere i propri preziosi per risanare le finanze – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’associazione – in particolare in questo periodo di festività, con la crisi in corso e il rischio di incappare nel gioco d’azzardo, clandestino o legale che sia, è facile pensare di fare facili guadagni vendendo il proprio oro. Con l’enorme rischio di venire truffati e di rimetterci. Il boom dei Compro Oro è evidente, rispetto allo scorso anno i consumatori che hanno venduto i propri preziosi sono il 20% in più, mentre gli esercizi sono cresciuti del 15%, ad oggi sono poco meno di 30mila, uno ogni 4mila abitanti. Ma di questi solo il 10% circa è registrato all’Albo degli Operatori Professionali Oro della Banca d’Italia”.

Prosegue Santini: “Oggi i Compro Oro sono frequentati da ogni tipologia di consumatore, dal pensionato al dipendente, dal padre di famiglia allo studente. Il giro d’affari è enorme, ogni attività genera un flusso economico di circa 350mila euro l’anno, in totale vengono mossi quasi 2 miliardi di euro l’anno su tutto il territorio. Noi riteniamo che affidarsi ai Compro Oro non sia saggio, e per certi versi pericoloso, dato che la truffa è dietro l’angolo. Piuttosto crediamo che debbano essere rivalutati e rilanciati i banchi dei pegni, più affidabili, legati al circuito bancario e in grado di calmierare il crescere dei compro oro. Inoltre ci devono essere maggiori controlli sull’attività dei negozianti. Per questo crediamo che le Forze dell’Ordine debbano essere dotate di maggiori risorse per contrastare efficacemente tale fenomeno”.

Cosa fare se si decide di ricorrere a questi canali? Per l’associazione bisogna innanzitutto aggiornarsi sulle quotazioni dell’oro e fare attenzione se l’oro è a 18K (impuro, composto al 75% da oro e al 25% da altre leghe) o oro puro a 24K: “Spesso il prezzo annunciato si riferisce a quest’ultimo, ma se si vuole vendere oro a 18K il prezzo va decurtato del 25%. Inoltre, non tutti i Compro Oro accettano di comprare oro puro”, spiega l’Adoc, che consiglia inoltre di pesare il proprio oro da soli o da un gioielliere di fiducia perché non è raro che nei Compro Oro la bilancia segni un peso inferiore a quello reale. Ancora: bisogna accertarsi che il pagamento sia effettivo (niente scambio di preziosi) e diffidare di chi non chiede alcun documento per la compravendita: tutte le transazioni devono essere registrate, in base all’art.247 del regolamento di Polizia, e devono essere registrati sia i dati del venditore che del compratore per non essere coinvolti in reati come la ricettazione, l’evasione e il riciclaggio.

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