CRTCU: cosa fare se la lavanderia sbaglia

Cosa fare se l’abito portato in lavanderia non è riuscito come doveva o risulta rovinato? Il Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti CRTCU ha stilato un vademecum per affrontare eventuali problemi. Innanzitutto, bisogna controllare già nella fase di acquisto del capo che questo abbia una etichetta di manutenzione con le indicazioni su lavaggio e stiratura. Importante è conservare lo scontrino o un’altra prova d’acquisto del capo per quantificare il valore. Bisogna poi indicare macchie presenti sul capo al momento della consegna al pulitintore chiedendo se la loro eliminazione sia possibile senza danneggiare il tessuto e farsi dare sempre una ricevuta. Se il capo non ha una etichetta di manutenzione è compito del tintore informare di eventuali rischi, in modo che il cliente possa decidere se procedere lo stesso con il lavaggio.

Come difendersi in caso di problemi? Se il lavaggio è stato fatto male e le macchie sono rimaste, si può chiedere un secondo lavaggio senza pagarlo. Nel caso di smarrimento del capo la lavanderia risponde direttamente come custode dei beni consegnati. Si può chiedere il risarcimento del danno subito, considerando però l’età e il deprezzamento del capo. Bisogna mandare alla lavanderia una raccomandata AR allegando una copia della ricevuta della lavanderia e una prova d’acquisto del capo. Nel caso in cui il lavaggio o la stiratura abbiano irrimediabilmente danneggiato il capo si può chiedere il risarcimento del danno (sempre considerando l’età e lo stato del capo). La relativa richiesta tramite raccomandata AR deve essere formulata entro 8 giorni dal ritiro. Perciò è importante che i capi lavati siano controllati subito dopo il ritiro per verificare eventuali danni.

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