E-commerce, studio rivela: Italia fanalino di coda in Europa

In Italia lo sviluppo dell’e-commerce è ancora lontano dalla media europea: il ritardo riguarda sia i cittadini, che spesso temono il commercio elettronico – solo il 17% degli italiani ha fatto almeno un acquisto sul web – sia le imprese, la cui quota di fatturato legato all’e-commerce è ancora molto modesto. Nella classifica sull’uso dell’e-commerce, l’Italia è al fanalino di coda: si colloca solo al 25° posto su 28 paesi europei. Il ritardo è culturale, imprenditoriale e istituzionale. I risultati emergono da uno studio realizzato dal Centro Studi di MMOne Group, agenzia specializzata in servizi e-business per le aziende.L’agenzia ha preso in considerazione 12 indicatori Eurostat che fotografano i comportamenti di aziende e cittadini in Italia e all’estero, sia per quanto riguarda l’attitudine all’acquisto e alla vendita di prodotti, che all’utilizzo di servizi come l’internet banking e il booking online.

La classifica europea vede una spaccatura fra Nord e Sud: ai primi posti della classifica ci sono paesi quali Danimarca, Svezia e Gran Bretagna che si distinguono per il maggior utilizzo del commercio elettronico. Attribuendo un punteggio convenzionale pari a 100 alla Danimarca, il Paese che sfrutta al meglio le potenzialità della rete, l’Italia totalizza 14,2 punti, a fronte dei 30,6 della Spagna, dei 52,6 della Francia e dei 67,8 della Germania. Una performance insufficiente per un Paese che vuole competere sul mercato internazionale per superare la difficoltà economica in atto.

Nel ricorso al commercio elettronico, le imprese sono ancora in ritardo: in Italia la quota di fatturato delle imprese derivante dalle vendite in rete è appena del 6%, mentre in Europa la media si attesta al 15%. Solo il 6% del totale delle imprese italiane vende online (la media UE è del 16%). Inoltre, appena l’11% delle attività commerciali del nostro Paese ha una piattaforma di vendita integrata nel proprio sito web (la media europea è del 15%), ma solo il 5% riceve ordini via internet (con una media UE pari al 13%). L’unico dato che leggermente al di sopra della media europea è quello relativo alle imprese italiane che fanno acquisti online: si tratta del 35%, contro una media europea del 34%.

Molto deludente e indietro rispetto ai parametri europei è anche il ricorso all’e-commerce da parte dei cittadini: solo il 17% degli italiani ha fatto almeno un acquisto sul web, contro il 74% degli svedesi (la media europea si attesta al 44%) . L’acquisto di viaggi online è all’8% (la media europea è al 24%, in Germania e Francia si va oltre il 30%, nel Regno Unito è quasi il 50%), mentre solo il 21% degli italiani utilizza l’e-banking per le operazioni di conto corrente, a fronte di un 82% della Finlandia e di una media europea del 40%.

Per gli autori dello studio, alla base dell’arretratezza italiana ci sono ritardi culturali, imprenditoriali e istituzionali. “In questo senso sono ancora poche le strategie nazionali messe in atto per potenziare e valorizzare il commercio elettronico, fra tutte la riduzione del digital divide, ancora presente in molte aree del Paese, e la diffusione della banda ultra larga – commentano gli autori – E-commerce vuol dire risparmio di tempo, di costi e di energia. Non cogliere questa opportunità potrebbe penalizzare anche il commercio tradizionale, sempre più eroso dalla concorrenza digitale. Occorre infatti comprendere che, grazie alla diffusione dei dispositivi mobili, molti utenti confrontano i prezzi esposti in corsia con quelli che compaiono sui display dei loro smartphone”.

Un commento a “E-commerce, studio rivela: Italia fanalino di coda in Europa”

  1. Sergio Creazione Ecommerce ha detto:

    Sono certo che anche in Italia l’e-commerce si diffonderà come in altri paesi. Internet in tal senso rapprensenta per commercianti e utenti un’opportunità troppo grande per non essere sfruttata!