Ecommerce, sondaggio portale “idealo”: ecco i consumatori digitali italiani

Prezzi più convenienti, ampiezza della scelta, possibilità di confrontare diversi prezzi e prodotti: ecco le tre leve che spiegano perché i consumatori si rivolgono all’online. I consumatori digitali italiani non sono giovanissimi – quelli che più fanno shopping online hanno fra 35 e 54 anni – comprano soprattutto libri, abbigliamento ed elettronica, sono piuttosto scettici sul pagamento via carta di credito (solo il 20% di loro la usa) e spesso incrociano negozi fisici e online. Cosa significa? Che visitano il negozio “reale” prima di acquistare online, oppure al contrario vedono prima l’offerta di prodotti online ma poi comprano in negozio.

ecommerceL’identikit dei consumatori digitali italiani è stato tracciato da un sondaggio condotto da idealo, portale di comparazione prezzi, che ha realizzato, in collaborazione con l’Istituto di ricerche di mercato Survey Sampling International (SSI), un sondaggio sul mondo dei consumi online in Italia per tratteggiare e far conoscere l’identikit dei consumatori digitali. L’ecommerce in Italia è di certo un fenomeno in crescita – più 18% rispetto al 2015  – ma ancora non diffusissimo e dunque con ampi margini di aumento. Chi sono dunque i consumatori digitali e perché acquistano online? La ricerca di idealo ha rivelato che nel 63% dei casi si acquista online per prezzi più convenienti, nel 37% dei casi per l’ampiezza della scelta e nel 34% dei casi per la possibilità di comparare diversi prezzi e prodotti.

La frequenza dell’acquisto online è uno dei primi fattori che spiega il fenomeno. La ricerca evidenzia che “alla guida del mercato digitale italiano ci sono i consumatori assidui, ovvero quelli che comprano una o più volte al mese (51,4%); seguono i regolari, che acquistano una o più volte a trimestre (33,5%), gli intensivi, che entrano in azione una o più volte alla settimana (28,6%). Fanalino di coda i consumatori occasionali, attratti dall’e-commerce solo una o due volte l’anno (4,2%). La percentuale di chi effettua in media un acquisto al mese è pari all’81% in Italia, un dato leggermente superiore rispetto a quello emerso in un sondaggio simile fatto da idealo nel Regno Unito (76%)”.

In queste categorie emergono poi differenze di genere e provenienza: il numero di uomini che acquista online una o più volte alla settimana, ad esempio, è maggiore rispetto a quello delle donne (rispettivamente 31,1% e 24,9%). Gli acquirenti intensivi risiedono soprattutto nelle grandi città. E quelli con maggiore propensione all’acquisto non sono i giovanissimi: hanno infatti un’età compresa tra i 35-44 anni e tra i 45-54 anni mentre c’è un maggior numero di acquirenti occasionali nelle fasce estreme del campione, ovvero tra i 18-24 anni e dai 55 anni in su. Secondo la ricerca, è un dato che forse si lega alle minori possibilità economiche da parte dei più giovani e alla più scarsa attitudine all’uso dei media digitali da parte degli over 55.

Il fattore-prezzo è centrale negli acquisti online e per trovare la migliore occasione si usano per lo più i grandi colossi come Amazon (per il 66% degli intervistati), i siti di e-commerce (per il 63%) o i comparatori (per il 44%). Ancora: i consumatori digitali italiani usano smartphone e tablet per confrontare i prezzi ma allo stesso tempo ricorrono quasi tutti al personal computer nel momento dell’acquisto. Interessante è anche la scelta del metodo di pagamento, che rivela una certa diffidenza nel pagamento online con carte di credito: solo il 20% del campione intervistato utilizza la carta di credito per i suoi acquisti, mentre si preferisce PayPal (per il 60%), seguito dalle prepagate PostePay (14%), e dai pagamenti in contrassegno o tramite bonifico per percentuali minori. E si preferisce il corriere italiano.

Le esperienze di acquisto incrociano poi negozi reali e shopping online. In che modo? Ci sono consumatori che prima visitano il negozio fisico – il punto vendita usato come showroom – poi comprano online; altri che invece ricorrono prima al web per raccogliere pareri e informazioni poi comprano in negozio (pratica  chiamata webroom). Si parla in questi casi di acquisto phygital che, secondo il sondaggio, interessa proporzioni identiche, che si adottino strategie di showrooming e/o di webrooming (rispettivamente 30 e 31%). I consumatori digitali italiani comprano soprattutto libri, abbigliamento ed elettronica. In una classifica ideale legata alla frequenza, ci sono al primo posto i beni che hanno a che fare con la cultura e l’intrattenimento (71%), seguiti dal settore della moda (68%) e dell’elettronica (68%).

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