Garanzia: spetta al negoziante dimostrare buona qualità del prodotto

Novità in tema di garanzia dei prodotti: spetta al negoziante che non vuole riconoscere il diritto di garanzia dare prova della buona qualità iniziale di quanto ha venduto. L’onere della prova si sposta dunque dal consumatore, cui finora veniva chiesto di dimostrare che il prodotto non funzionava già al momento dell’acquisto, al venditore: è quanto stabilito da una recente sentenza della Corte di Cassazione.

Se il prodotto acquistato non funziona bene o è difettoso, ci sono due anni di tempo dal momento dell’acquisto per far valere il diritto di garanzia. Ma, spiega Altroconsumo, “grazie a una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 20110, 2/09/2013), i clienti hanno acquisito in quest’ambito un nuovo importante diritto: sarà il venditore che – se vuole sottrarsi alla garanzia – dovrà dimostrare che il bene non aveva nessun problema all’origine”. Fino ad ora, invece, le cose funzionavano al contrario: veniva spesso chiesto al cliente di fornire la prova che il prodotto fosse difettoso già al momento dell’acquisto e, data la difficoltà, in tanti preferivano rinunciare al proprio diritto di garanzia.

Cosa deve dimostrare chi compra? Almeno una di queste mancanze: il prodotto non ha almeno un requisito di conformità, cioè non è adatto all’uso abituale che se ne fa, o all’uso particolare che ne vuole fare; il prodotto non corrisponde alla descrizione fatta dal venditore; il prodotto non ha qualità e prestazioni che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi anche tenendo conto delle promesse pubblicitarie.

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