Geoblocking, Parlamento Ue: verso shopping online senza frontiere

Un altro passo avanti verso uno shopping online europeo senza frontiere. La prossima settimana il Parlamento europeo voterà norme che vietano il geoblocking ingiustificato, quella pratica che restringe l’accesso online ai consumatori su base territoriale, ad esempio reindirizzandoli verso la versione locale di un sito di acquisti online. I consumatori avranno così un maggiore accesso a prodotti e servizi quali prenotazioni d’albergo, elettrodomestici, vestiti e accessori, noleggio auto, biglietti per concerti e parchi d’attrazione. Per ora sono però esclusi i contenuti protetti da copyright.

La votazione è prevista per martedì prossimo. E in base alle nuove norme, spiega la nota di lancio del Parlamento europeo, “i consumatori potranno scegliere da quale sito web desiderano acquistare beni o servizi senza essere bloccati o reindirizzati automaticamente verso un altro sito web a causa della nazionalità, del luogo di residenza o dell’ubicazione temporanea”.

Gli operatori commerciali dovranno trattare allo stesso modo tutti consumatori, sia i clienti locali che gli acquirenti di un altro paese europeo, permettendo loro l’accesso agli stessi prezzi e alle stesse condizioni di vendita. Interessati alla fine del geoblocking saranno beni quali elettrodomestici, elettronica e abbigliamento che dovranno essere spediti o nel proprio Stato membro alle stesse condizioni di consegna offerte per gli acquirenti locali, o ritirati in un luogo concordato da entrambe le parti nel Paese dell’UE in cui il commerciante offre tale possibilità. Il provvedimento coprirà poi servizi elettronici non protetti da copyright quali cloud, firewall, memorizzazione di dati, hosting di siti web.  E riguarderà chi acquista un servizio quale soggiorni in hotel, eventi sportivi, noleggio auto, festival musicali.

Sono esclusi per ora dalle nuove norme i contenuti digitali protetti da copyright, come i libri elettronici, la musica o i giochi online. I negoziatori del Parlamento europeo hanno però inserito nella legge una “clausola di revisione” che impone alla Commissione europea di valutare entro due anni se il divieto di geoblocking debba essere esteso a tali contenuti. Anche i servizi audiovisivi e di trasporto sono per il momento esclusi dal campo d’applicazione.

Il regolamento sul geoblocking è stato approvato provvisoriamente dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio il 20 novembre 2017. Sarà applicabile in nove mesi a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

 

Notizia pubblicata il 02/02/2018 ore 16.58

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