Groupon, segnalato all’Antitrust per pratiche scorrette e clausole vessatorie

Pratiche commerciali scorrette e clausole vessatorie: sono queste le accuse che Altroconsumo rivolge a Groupon nel suo esposto inviato all’Antitrust. L’Associazione ha segnalato all’Autorità alcuni comportamenti scorretti del noto sito di social shopping, a cominciare dal non assumersi la responsabilità di alcun disservizio legato al coupon acquistato dal consumatore.

Dalle prestazioni che non corrispondono a quanto pubblicizzato all’impossibilità di utilizzare il coupon a causa dell’overbooking (perché spesso vengono venduti più coupon rispetto a quelli effettivamente disponibili), dalle difficoltà nel fare reclamo agli ostacoli nei rimborsi. Sono tutti problemi che i consumatori ormai devono “mettere in conto” se decidono di acquistare un servizio o un bene da un sito di social shopping: numerose le segnalazioni arrivate alle Associazioni dei consumatori e ripetuti i richiami fatti a più di un sito. Ad esempio Groupalia, a dicembre scorso, ha dovuto predisporre alcuni impegni vincolanti per rispondere alla procedura aperta dall’Antitrust: adesso sul sito di Groupalia è prevista una sezione “contattaci” per fare reclamo ed avere diritto al rimborso, purché si comunichi il disservizio entro 5 giorni lavorativi dal verificarsi dello stesso.

Purtroppo gli altri siti di social shopping sono ancora indietro e questa volta tocca a Groupon che, in caso di problemi con il coupon, lascia il cliente nell’assoluta incertezza il cliente sul diritto al rimborso. Infatti, nelle sue condizioni contrattuali mantiene la discrezionalità necessaria per stabilire caso per caso il diritto al rimborso. Così il cliente non riesce a capire quando Groupon è tenuta al rimborso relativo all’acquisto effettuato, né gli obblighi e le responsabilità che Groupon assume in caso di inesatto inadempimento del partner o di suo rifiuto di procedere al rimborso.

In pratica quando ci sono problemi con il coupon, il cliente assiste sempre allo stesso spettacolo dello scaricabarile: chiede conto del disservizio al sito dove lo ha comprato e questi lo rimanda all’azienda partner che, a sua volta, lo rimpalla scaricando la responsabilità sul sito.

Sono ben 563 le richieste di intervento ricevute da Altroconsumo nel 2012: di queste 378 hanno avuto per oggetto problematiche inerenti la consegna di beni e la prestazione di servizi; le restanti 200 hanno riguardato pratiche commerciali scorrette e problemi relativi al contratto.  Altroconsumo ha quindi segnalato all’Antitrust la scorrettezza di alcune clausole contrattuali e le pratiche scorrette di Groupon ed ha diffidato il sito a fare un significativo sforzo di trasparenza, indicando nelle condizioni contrattuali la propria responsabilità in caso di disservizio, altrimenti lo porteremo davanti al giudice.

“È il gestore del sito – precisa l’Associazione dei consumatori – a doversi assicurare che il servizio che pubblicizza e vende corrisponda al vero, perché il ruolo di intermediario è proprio quello di valutare la qualità e l’affidabilità di un’azienda partner (per un centro medico o estetico, per esempio, controllerà l’iscrizione all’ordine professionale, il curriculum, come vengono fatti i vari trattamenti e il modello di macchinari…).

Chi ha subìto un disservizio con Groupon o un altro sito di social shopping (Groupalia, Letsbonus…) può chiedere il rimborso seguendo la procedura che si trova sui loro siti; se non si riceve risposta entro 15 giorni lavorativi oppure la risposta non è soddisfacente, si può chiamare lo 026961550, per essere assistiti dagli avvocati di Altroconsumo. “Se qualcosa non va dobbiamo pretendere dal sito la restituzione delle somme versate e farcele riaccreditare sulla carta con la quale abbiamo fatto il pagamento – scrive l’Associazione – Spesso i siti rimborsano con un credito da usare per l’acquisto di altri coupon: puoi rifiutare questo tipo di rimborso e chiedere indietro i soldi. Nelle condizioni contrattuali dei siti di social shopping dovremmo leggere a chiare lettere che, in caso di mancato utilizzo del coupon per colpa dell’azienda partner o in caso di prestazione non corrispondente a quella offerta sul sito, è tenuto al rimborso chi lo ha venduto, cioè il sito stesso. Un’indicazione che non troviamo nei contratti di Groupon e Letsbonus”.

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