Istat: aumenta potere d’acquisto delle famiglie

Reddito, potere d’acquisto e risparmio delle famiglie sono complessivamente in aumento nel terzo trimestre del 2015: il quadro restituito oggi dall’Istat dice infatti che, in questo periodo, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nel confronto con il corrispondente periodo del 2014. Sale anche il potere d’acquisto: nel terzo trimestre dell’anno è aumentato dell’1,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% sul terzo trimestre del 2014.

potere d'acquistoNei primi tre trimestri del 2015, nei confronti dello stesso periodo del 2014, il potere di acquisto è cresciuto dello 0,9%, dice ancora l’Istat, che fotografa anche consumi al rialzo: la spesa delle famiglie per i consumi è aumentata dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Dati positivi anche per la propensione al risparmio delle famiglie, che è stata pari al 9,5%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,3 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2014. Il tasso di investimento è invece in leggera diminuzione sia rispetto al trimestre precedente sia nel confronto annuale.

Sull’aumento del potere d’acquisto si sofferma l’Unione Nazionale Consumatori. “Un dato positivo. Una buona notizia, insomma, anche se dipende dalla bassa inflazione. Tutti i principali indicatori economici sono ormai passati da territorio negativo a positivo, dal Pil alla disoccupazione. Il punto vero, però, è quanti anni ci vorranno per tornare ai valori precrisi. Dal 2007 al 2014, ad esempio, il potere d’acquisto è crollato del 10,6%. In soli 3 anni, dal 2011 al 2014, è sceso del 6% – ha detto Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori – Inoltre, la crescita del reddito disponibile delle famiglie consumatrici è più sostenuta rispetto a quella dei consumi, segno che le famiglie sono ancora restie a spendere. Ecco perché sale la propensione al risparmio”.

Per Federconsumatori e Adusbef quelli diffusi dall’Istat sono dati troppo ottimisti. “I dati rosei ed ottimistici diffusi dall’Istat continuano a lasciarci estremamente perplessi. Dopo la fiducia dei consumatori alle stelle, ora sembrerebbe che il potere di acquisto e la spesa delle famiglie siano in netta ripresa – affermano le due associazioni – Il reddito della famiglie sarebbe cresciuto, rispetto all’anno precedente, del +1,5% nel terzo trimestre 2015. Nello stesso periodo il potere di acquisto sarebbe aumentato del +1,3%. La spesa sarebbe invece aumentata del +1,2%”. Per Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, si tratta di “un quadro troppo bello per essere vero”. La situazione che le famiglie denunciano agli sportelli dei consumatori “è ancora drammatica – aggiungono Federconsumatori e Adusbef – Per averne una misura basti pensare alla diminuzione del potere di acquisto dal 2008 ad oggi ha raggiunto il -13,4%. I consumi, solo nel triennio 2012-2013-2014, hanno subito una contrazione del -10,7% (con una diminuzione complessiva della spesa di circa 78 miliardi). Di fronte ad uno scenario simile è evidente che la ripresa deve essere ben più decisa, marcata, strutturale”.

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