Istat: inflazione a più 1,6% ma carrello della spesa sale di più

Inflazione in salita dell’1,6% su base annua. Ma il carrello della spesa, i beni alimentari, la cura della casa e della persona crescono su base annua più dell’indice generale. Continuano dunque le tensioni sui prodotti del largo consumo. Questo il quadro restituito dall’Istat nei dati relativi ai prezzi al consumo di agosto, per i quali l’inflazione aumenta dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell’1,6% su base annua (era +1,5% a luglio). La stima preliminare era +1,7%. A trainare sono soprattutto i prezzi dei trasporti.

La lieve accelerazione dell’inflazione, la quarta di seguito, è legata soprattutto ai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (il cui tendenziale passa da +1,7% di luglio a +2,8%) mentre registrano un rallentamento della crescita i prezzi dei Beni energetici (da +7,9% a +7,7%) e dei Beni alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,1%). Anche l’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo si deve prevalentemente ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,6%). Il carrello della spesa però sale di più. Anche se “con un lieve allentamento – spiega l’Istat – continuano le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo: nello specifico i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,2% di luglio a +2,1%) e quelli ad alta frequenza d’acquisto (da +2,8% a +2,7%) crescono su base annua più dell’indice generale”.

Di fronte a questi dati, per il Codacons si conferma “il salasso sulle vacanze degli italiani” e si annuncia un “autunno caldo” sul fronte di prezzi e tariffe. “Sulle ferie di agosto degli italiani si è abbattuta una vera e propria stangata, con l’intero settore dei trasporti che ha subito una impennata del +4,2% rispetto al 2017 – dice il presidente Carlo Rienzi – Le ripercussioni sulle tasche dei consumatori sono state pesanti: per spostamenti e trasporti una famiglia con due figli spende oggi 223 euro in più su base annua (+147 euro la famiglia “tipo”)”. L’aumento dell’inflazione all’1,6%, dice il Codacons, determina una maggiore spesa di 493 euro l’anno per la famiglia tipo, di 625 euro per una famiglia con due figli.  “Si prevede un autunno “bollente” sul fronte dei prezzi e delle tariffe, con listini in aumento e rincari a catena a danno delle famiglie, in particolare nel comparto scuola, alimentari ed energia – prosegue Rienzi – Sulle tasche dei consumatori pende poi la spada di Damocle del possibile aumento Iva, mentre si attende l’annunciato taglio alle accise sui carburanti che consentirebbe di spegnere la fiammata dell’inflazione”.

Per Federconsumatori la ripercussione dell’aumento dell’inflazione sarà pari a 473 euro l’anno a famiglia. Ma il carrello della spesa aumenta di più, va a più 2,7%, e questo vuol dire che per l’alimentazione una famiglia spenderà in media oltre 150 euro in più l’anno. “È opportuno tenere a mente – aggiunge Federconsumatori – che l’aumento dell’inflazione confermato oggi dall’Istat peserà su bilanci familiari che sono già messi a dura prova dalla stangata autunnale che, tra bollette, costi per la scuola, Tari e riscaldamento, ammonta, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, a 1.694,60 euro”.

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