La bussola dei diritti. Bonus mobili, ecco come usufruirne

In linea con le misure riconosciute a sostegno delle famiglie e del periodo di crisi e di difficoltà economica che si sta vivendo, l’ultima legge di bilancio ha prorogato l’agevolazione del bonus mobili anche per gli acquisti effettuati nel corso dell’anno 2018, anche se la richiesta può essere avanzata solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2017. Ma vediamo nel dettaglio di cosa di tratta, chi ne ha diritto e quando è possibile richiederlo.

Il bonus mobili è una agevolazione fiscale che permette a chi esegue dei lavori di ristrutturazione del proprio immobile nel 2017, di detrarre dalle tasse le spese per effettuare i lavori edili di ristrutturazione, e quelle sostenute per acquistare arredi, mobili ed elettrodomestici. Per poter usufruire della detrazione fiscale è necessario che l’acquisto degli arredi o degli elettrodomestici, sia effettuato dal 1° gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2018 e che il pagamento avvenga con apposito bonifico bancario, carta di debito o di credito. Facciamo un po’ di ordine e vediamo quali sono i beni detraibili che si possono acquistare.

L’acquisto deve riguardare mobili ed elettrodomestici nuovi: tra i mobili rientrano a esempio letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione, con esclusione dell’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, e altri complementi di arredo. Tra gli elettrodomestici detraibili rientrano quelli di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica, anche se è possibile in ogni modo, effettuare un acquisto agevolato per gli elettrodomestici senza etichetta, per i quali non vi sia ancora un obbligo di etichettatura energetica. A titolo di esempio, i grandi elettrodomestici possono essere frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a  microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici e apparecchi per il condizionamento. Importante sapere che è possibile detrarre anche le spese sostenute per il trasporto e il montaggio dei beni acquistati.

A quanto ammonta l’entità della detrazione per i cittadini? La detrazione Irpef del 50% si applica su un importo massimo di euro 10 mila che afferisce alle spese totali sostenute sia per l’acquisto dei mobili che dei grandi elettrodomestici e sarà riconosciuta ai cittadini che avranno seguito la procedura corretta, suddivisa in dieci quote annuali di un importo eguale.

Quando si ha diritto alla agevolazione ? Per rientrare tra gli aventi diritto alla detrazione abbiamo evidenziato che è necessario realizzare una ristrutturazione edilizia, che può riguardare singole unità immobiliari residenziali o parti comuni di edifici, sempre residenziali. Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (come a esempio, nel caso della guardiola del portiere), i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Qualche esempio relativo ai  lavori su singoli appartamenti o sulle parti condominiali che danno diritto al bonus possono riguardare l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, la sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso in caso manutenzione straordinaria, come anche la tinteggiatura di pareti e soffitti, la sostituzione di pavimenti, di infissi esterni, in caso di manutenzione ordinaria. L’agevolazione in oggetto è prevista anche se l’ acquisto dei beni avviene con un  finanziamento a rate purchè la finanziaria effettui il pagaemento del bene con le stesse modalità previste dalla normativa e il richiedente il bonus abbia con sé  copia della ricevuta del pagamento effettuato.

Ricordiamo in ultimo, che è importante che il contribuente conservi i seguenti la ricevuta del bonifico e di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito), la documentazione di addebito sul conto corrente e le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti. Per eventuali ulteriori quesiti è possibile approfondire la materia leggendo la Guida realizzata dall’Agenzia delle Entrate.

 

di Claudia Ciriello

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